Per molti pensionati con assegni più bassi, il cedolino dei prossimi mesi potrebbe riservare una brutta sorpresa. Dopo i ricalcoli fiscali, infatti, l’INPS deve recuperare dalle pensioni eventuali debiti IRPEF. Spesso non vengono recuperati subito e in alcuni casi, le trattenute si allungano fino a novembre.
Vediamo nel dettaglio come tale recupero incide sulla pensione di maggio 2026 e nei mesi successivi.
Conguaglio IRPEF: cosa sta succedendo sulle pensioni
Ogni anno l’INPS ricalcola l’IRPEF dovuta sui redditi percepiti, tenendo conto di tutte le pensioni e delle eventuali altre prestazioni ricevute.
Da questo controllo può emergere:
- un credito, se è stata pagata più imposta del dovuto;
- un debito, se invece è stata versata meno IRPEF rispetto al totale reale.
Nel caso di debito, l’Istituto avvia il recupero direttamente sulle mensilità della pensione.
Di norma, il conguaglio viene recuperato già a partire da aprile. Tuttavia, se l’importo della pensione non è sufficiente a coprire tutto subito, le trattenute continuano anche nei mesi successivi. Per questo motivo, anche il cedolino della pensione di maggio potrebbe risentirne.
Ma c’è un caso specifico in cui il recupero si allunga ulteriormente.
Pensioni sotto i 1.500 euro: la soglia dei 18.000 euro annui
Il meccanismo di recupero più lungo, quindi spalmato su più rate, riguarda i pensionati con assegni più bassi, sotto i 1.500 euro mensili.
Come specifica INPS, infatti, il recupero del debito avviene in più mensilità per coloro le cui prestazioni pensionistiche non superano un importo annuo complessivo di 18.000 euro (che corrispondono a circa 1.384 euro mensili).
Per queste pensioni, se il conguaglio IRPEF a debito supera i 100 euro, l’INPS non trattiene tutto subito.
Rateizzazione automatica del debito: come funziona
Quando il debito IRPEF supera i 100 euro, INPS lo recupera in modo più graduale:
- le trattenute vengono suddivise su più mesi,
- e possono proseguire fino alla mensilità di novembre.
Questo sistema serve a evitare decurtazioni troppo pesanti su pensioni già contenute. La rateizzazione fino a novembre, infatti, è una misura di tutela: consente di distribuire il debito fiscale nel tempo, senza incidere troppo su ogni singola mensilità.
In sostanza, quindi, chi ha pensioni sotto i 1.500 euro non salda meno debito, ma lo paga in modo più sostenibile, evitando tagli improvvisi e difficili da gestire.
Cosa vedranno i pensionati nel cedolino di maggio
Chi rientra in questa situazione potrebbe quindi notare piccole trattenute ripetute ogni mese: non si tratta di nuovi addebiti, ma del recupero dilazionato di imposte relative al 2025.
Le trattenute andranno avanti finché il debito non sarà interamente saldato. Come detto sopra, solo se il debito non supera i 100 euro viene recuperato in un’unica soluzione.
Di conseguenza, anche a maggio e fino a novembre, l’importo della pensione potrà risultare leggermente più basso.




