Gli elenchi regionali per le assunzioni dei docenti continuano a far discutere migliaia di aspiranti insegnanti. In molti si chiedono quanti posti potranno realmente essere assenati e quali siano le concrete possibilità di ottenere il ruolo attraverso questo canale. Tuttavia, la situazione cambia profondamente da regione a regione e da classe di concorso a classe di concorso.
Proprio per questo motivo, parlare oggi di numeri precisi risulta quasi impossibile. Gli elenchi regionali, infatti, rappresentano l’ultimo passaggio della procedura di immissione in ruolo.
Come funzionano le assunzioni prima degli elenchi regionali
Le immissioni in ruolo seguono un ordine ben preciso. Prima si attinge dalle GAE e dalle graduatorie dei concorsi ancora vigenti. In molte regioni le Graduatorie ad Esaurimento risultano già terminate, mentre in altre ci sono ancora vincitori di concorsi banditi anni fa in attesa della nomina.
Successivamente entrano in gioco gli idonei inseriti nella quota aggiuntiva del 30% e gli idonei dei precedenti concorsi, compreso il concorso 2020.
Solo nel caso in cui restino ancora posti vacanti e disponibili si può arrivare agli elenchi regionali.
Ed è proprio questo il punto centrale: per assumere dagli elenchi regionali devono avanzare posti dopo lo scorrimento di tutte le altre graduatorie prioritarie.
Perché è impossibile stimare i posti disponibili
La situazione è estremamente variabile. Esistono classi di concorso dove mancano candidati e si attendono perfino le graduatorie del PNRR3. In altre, invece, sono ancora presenti vincitori che aspettano il ruolo da diversi anni.
Di conseguenza, gli elenchi regionali devono essere considerati più come un’opportunità aggiuntiva che come una garanzia concreta di assunzione.
Anche le procedure da GPS prima fascia arrivano dopo gli elenchi regionali, mentre la mini call veloce scatta solo dopo l’esaurimento delle GPS sostegno della provincia interessata.
Attenzione alla scelta della regione
Un altro aspetto fondamentale riguarda la scelta della regione. I posti che arrivano agli elenchi regionali sono spesso quelli residuali, cioè sedi che nessuno ha scelto in precedenza oppure rimaste libere per mancanza di candidati.
Per questo motivo gli aspiranti devono essere pronti a spostarsi in tutta la regione selezionata e a rispettare il vincolo triennale di permanenza, salvo specifiche deroghe previste dalla legge.




