Con l’Assegno di Inclusione Posso Pagare Riparazioni in Casa?

Assegno di inclusione

Molti beneficiari dell’Assegno di Inclusione si chiedono se la carta AdI possa essere utilizzata anche per affrontare spese legate alla casa, come lavori di riparazione, interventi dell’idraulico o dell’elettricista e piccoli lavori di manutenzione domestica. Il dubbio è comprensibile, soprattutto quando si verificano guasti urgenti o problemi che incidono sulla vita quotidiana. Ma cosa prevede davvero la normativa? E quali spese sono consentite con l’Assegno di Inclusione? Vediamo meglio nel dettaglio.

Cos’è l’Assegno di Inclusione e a chi spetta

L’Assegno di Inclusione (AdI) è il sostegno economico che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza per le famiglie in difficoltà economica.

La misura è destinata ai nuclei familiari che hanno un ISEE entro 10.140 euro e che al loro interno hanno almeno una persona considerata fragile o non occupabile, come un minorenne, una persona con disabilità, un componente con più di 60 anni oppure una persona inserita in programmi di assistenza sociale.

L’obiettivo dell’AdI non è soltanto fornire un aiuto economico mensile, ma anche favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle famiglie beneficiarie.

Il contributo viene erogato tramite una carta elettronica utilizzabile per acquisti e pagamenti specifici.

A cosa serve la carta di inclusione e quali spese sono consentite

La carta dell’Assegno di Inclusione può essere utilizzata principalmente per acquistare beni e servizi considerati essenziali.

Tra le spese consentite rientrano normalmente:

  • alimenti e beni di prima necessità;
  • farmaci e spese sanitarie;
  • prodotti per l’igiene personale e della casa;
  • pagamento delle utenze domestiche;
  • affitto o mutuo (solo tramite bonifico o postagiro e una volta al mese);
  • acquisti presso esercizi commerciali convenzionati.

Sono invece vietate le spese considerate non essenziali o incompatibili con la finalità della misura, come giochi d’azzardo, beni di lusso, alcolici, e servizi non ammessi dalla normativa.

La carta funziona in modo simile a una normale carta di pagamento, ma con limiti precisi sulle operazioni consentite.

Si possono pagare elettricista, idraulico o imbianchino con l’Assegno di Inclusione?

In linea generale, l’Assegno di Inclusione non nasce per finanziare lavori di ristrutturazione o interventi edilizi sulla casa. Tuttavia, quando si parla di piccoli interventi necessari e urgenti, come la riparazione di un guasto idraulico, di un problema elettrico o di servizi essenziali per rendere abitabile l’abitazione, la situazione può essere diversa.

La possibilità di utilizzare la carta di inclusione dipende soprattutto dal tipo di pagamento e dal codice merceologico utilizzato dall’attività che riceve il pagamento. Se il professionista o l’artigiano dispone di un POS abilitato ai pagamenti consentiti dalla carta di inclusione, in alcuni casi il pagamento potrebbe andare a buon fine. Questo può accadere soprattutto per interventi legati alla manutenzione essenziale della casa.

Diverso invece il caso dei lavori più ampi, come ristrutturazioni complete, rifacimenti estetici o interventi non considerati necessari: queste spese difficilmente rientrano tra quelle compatibili con la finalità dell’Assegno di Inclusione.

La differenza tra manutenzione essenziale e lavori non ammessi

Un conto è affrontare una perdita d’acqua improvvisa, un corto circuito o un guasto che rende inutilizzabili bagno, cucina o impianto elettrico. In questi casi si tratta di interventi strettamente collegati ai bisogni fondamentali della famiglia. Altro discorso riguarda invece lavori di tinteggiatura estetica, ristrutturazioni importanti o migliorie dell’immobile che non hanno carattere urgente o essenziale.

L’Assegno di Inclusione è infatti pensato per sostenere le necessità primarie del nucleo familiare e non per finanziare opere edilizie o spese straordinarie di elevato importo.

Cosa succede se il pagamento viene rifiutato

Anche quando la spesa sembra collegata a esigenze essenziali, il pagamento può essere respinto automaticamente dal sistema. Questo avviene perché i controlli si basano sui codici dell’attività commerciale e sulle categorie abilitate ai pagamenti tramite carta di inclusione.

Di conseguenza, due professionisti che svolgono lo stesso lavoro potrebbero avere esiti diversi al momento del pagamento, a seconda della classificazione utilizzata dal circuito elettronico.

Conviene verificare prima o prelevare i contanti

Prima di prenotare un intervento o iniziare lavori in casa, è sempre consigliabile chiedere direttamente al professionista se accetta pagamenti tramite carta AdI. In questo modo è possibile capire subito se il POS risulta compatibile ed evitare problemi o transazioni rifiutate.

Per interventi urgenti e indispensabili legati alla vivibilità dell’abitazione, in molti casi il pagamento può essere accettato, mentre per lavori più ampi o non essenziali le possibilità si riducono sensibilmente.

L’alternativa, se il lavoro di manutenzione non è troppo costoso, è prelevare i contanti. Con la carta di inclusione, infatti, si possono effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (limite incrementato in base alla “scala di equivalenza” per le famiglie più numerose). Pertanto, con la somma prelevata in contanti si può pagare ogni genere di spesa, anche quelle di riparazione in casa.

L’Assegno di Inclusione resta legato ai bisogni essenziali

La regola generale resta comunque quella prevista dalla misura: l’Assegno di Inclusione deve essere utilizzato per garantire le necessità fondamentali della famiglia.

Per questo motivo le spese collegate alla manutenzione indispensabile della casa possono talvolta essere compatibili con la carta AdI, mentre gli interventi di ristrutturazione o miglioramento estetico normalmente non rientrano tra gli utilizzi consentiti.