Ata 24 Mesi, Più Facile Arrivare al Ruolo Dopo la Sentenza UE

La questione del precariato scolastico torna sotto i riflettori europei. Questa volta nel mirino della Corte di Giustizia Ue finiscono i contratti a termine del personale Ata 24 mesi, cioè assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici che da anni lavorano nelle scuole con supplenze reiterate.

Con la sentenza nella causa C-155/25, i giudici europei hanno stabilito che l’Italia continua a non rispettare le norme comunitarie contro l’abuso dei contratti a tempo determinato.

E allora vediamo perchè dopo questo pronunciamento della giustizia europea la strada verso il ruolo degli ATA si fa più semplice.

La Corte Ue contesta il sistema delle supplenze Ata

Secondo la Corte, la normativa italiana consente il rinnovo dei contratti senza prevedere limiti chiari sulla durata massima o sul numero delle supplenze. Un sistema che, per i giudici comunitari, viola l’articolo 5 dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato.

La normativa contestata nasce dal Dlgs 297 del 1994, poi modificato dalla legge 124 del 1999 e dal Dm 430 del 2000. Proprio queste regole disciplinano ancora oggi le graduatorie e il conferimento delle supplenze del personale Ata.

Il meccanismo attuale prevede che l’accesso ai ruoli avvenga tramite procedure riservate a chi ha maturato almeno 24 mesi di servizio. Nel tempo, però, i limiti alle assunzioni e il blocco del turn over hanno aumentato il ricorso ai contratti precari.

Per i giudici mancano misure contro gli abusi

La Corte Ue evidenzia che nel diritto italiano non esistono strumenti efficaci per prevenire l’abuso nella successione dei contratti a termine Ata. Inoltre, secondo i giudici, non ci sono “ragioni obiettive” tali da giustificare il continuo rinnovo delle supplenze.

In pratica, per Bruxelles non basta una norma generica che autorizzi il ricorso ai contratti temporanei senza criteri trasparenti e verificabili.

Il Ministero prepara nuove assunzioni

Per superare le contestazioni europee, il Ministero dell’Istruzione ha aperto un tavolo tecnico con i sindacati per rivedere il reclutamento del personale Ata.

Allo studio ci sarebbe anche una norma da inserire in un prossimo decreto salva-infrazioni. L’obiettivo è consentire assunzioni al 100% non solo sui pensionamenti, ma anche su tutti i posti vacanti e disponibili, seguendo il modello già utilizzato per i docenti.