Con due nuove Faq pubblicate il 30 aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sulle misure di riduzione del cuneo fiscale introdotte dalla legge di Bilancio 2025. Le precisazioni riguardano in particolare i lavoratori che percepiscono redditi sostitutivi di quelli da lavoro dipendente, tra cui rientrano anche i cassaintegrati.
Si tratta di un passaggio importante perché conferma la possibile spettanza della cosiddetta “Ulteriore detrazione”, il bonus fino a 1.000 euro (noto anche come “taglio del cuneo fiscale”) previsto per i redditi medio-bassi che i lavoratori dipendenti normalmente vedono mensilmente in busta paga con importi che si aggirano intorno a 83.33 euro.
La misura riguarda anche Naspi, maternità e indennità Inps
L’Agenzia ricorda che, in base all’articolo 6 comma 2 del Tuir, i redditi percepiti in sostituzione di quelli da lavoro dipendente mantengono la stessa natura fiscale dei redditi sostituiti.
Rientrano quindi in questa categoria la cassa integrazione, la Naspi, le indennità di maternità, malattia e mobilità, oltre ad altri trattamenti erogati dall’INPS o da enti previdenziali.
Proprio per questo motivo, anche chi ha percepito nel 2025 somme legate alla cassa integrazione potrà accedere all’ulteriore detrazione prevista dalla manovra economica.
Il bonus sarà riconosciuto a conguaglio con la dichiarazione dei redditi
L’Agenzia delle Entrate chiarisce però che il beneficio non spetta automaticamente per intero. L’importo dovrà infatti essere rapportato ai giorni che danno diritto alla detrazione da lavoro dipendente prevista dall’articolo 13 comma 1 del Tuir.
In pratica, il bonus fino a 1.000 euro sarà calcolato in proporzione ai giorni coperti da cassa integrazione o da altre indennità sostitutive fiscalmente equiparate al lavoro dipendente.
Il riconoscimento avverrà a conguaglio, in sede di dichiarazione dei redditi.
Per i lavoratori in Cig possibile recupero nel 730
Il chiarimento interessa migliaia di lavoratori metalmeccanici e degli altri industriali (orafo, chimica, tessile, moda, ecc) che negli ultimi mesi hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali a causa delle difficoltà produttive.
Per molti cassaintegrati, quindi, il modello 730 potrà diventare lo strumento attraverso cui recuperare l’ulteriore detrazione prevista dalla legge di Bilancio 2025, anche se durante l’anno non è stata riconosciuta direttamente in busta paga.




