Le procedure di mobilità docenti 2026 seguono un meccanismo ben definito, stabilito dal CCNI 2025/28, che regola sia la sequenza delle operazioni sia il modo in cui vengono trattate le diverse tipologie di domanda.
Gli esiti sono attesi per il 29 maggio, ma già ora è utile comprendere come verranno elaborate le richieste e quali criteri determineranno l’assegnazione delle sedi.
Le tre fasi della mobilità
Le operazioni non vengono effettuate tutte insieme, ma procedono secondo un ordine preciso, articolato in tre momenti distinti:
- Si parte con i movimenti all’interno dello stesso comune, quindi i trasferimenti tra scuole della medesima area di titolarità;
- Successivamente si passa agli spostamenti tra comuni diversi ma sempre all’interno della stessa provincia;
- Solo nell’ultima fase si affrontano i trasferimenti tra province differenti e i passaggi di tipo professionale, cioè quelli che riguardano il cambio di ruolo o di classe di concorso.
Quale domanda ha la priorità
Quando un docente presenta più richieste contemporaneamente, entra in gioco una gerarchia ben precisa.
Il passaggio di ruolo ha la precedenza su ogni altra opzione: se viene accolto, annulla automaticamente tutte le altre domande presentate, anche se già elaborate.
Nel caso in cui siano state richieste sia il trasferimento sia il passaggio di cattedra, è il docente a dover indicare quale delle due opzioni privilegiare. In assenza di questa indicazione, la normativa stabilisce che prevalga il passaggio di cattedra.
Se invece vengono richiesti più passaggi di cattedra, sarà determinante l’ordine di preferenza indicato nella domanda.
Come funzionano le preferenze
Un elemento centrale è rappresentato dal tipo di preferenza espressa.
Quando il docente indica una scuola precisa, in caso di assegnazione ottiene direttamente la titolarità in quell’istituto. Diversamente, se la scelta riguarda un ambito più ampio, come un comune o una provincia, il sistema assegnerà la prima sede disponibile seguendo l’ordine ufficiale delle scuole.
C’è però un aspetto importante: se una stessa scuola è richiesta sia in modo puntuale sia tramite preferenza più ampia, verrà data priorità a chi l’ha indicata in modo specifico, anche con un punteggio inferiore. Solo successivamente si procederà all’assegnazione delle sedi residue agli altri candidati.
In questi casi, l’assegnazione ottenuta tramite preferenza ampia non comporta automaticamente l’obbligo di permanenza triennale, salvo particolari condizioni previste dalla normativa.
Posti particolari
Per accedere a determinate tipologie di posti, come quelli sul sostegno, l’insegnamento della lingua inglese nella primaria o le sedi speciali (carceri, ospedali, istruzione per adulti), è necessario indicare chiaramente la propria disponibilità.
Se si utilizza una preferenza ampia, occorre selezionare esplicitamente queste opzioni: in caso contrario, tali sedi non verranno considerate dal sistema durante l’assegnazione.
Verso la pubblicazione degli esiti
Con le domande ormai chiuse, l’attenzione è rivolta alla fase di elaborazione, che porterà alla pubblicazione dei risultati entro fine maggio.
Conoscere il funzionamento delle operazioni è fondamentale per interpretare correttamente gli esiti e comprendere le logiche che determinano l’assegnazione della sede.




