Busta Paga, Perdi il Bonus e il Netto Non Sale. Ecco la “Voce” da Controllare

Molti lavoratori dipendenti stanno controllando le buste paga degli ultimi mesi dopo gli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali. In diversi cedolini, però, sta comparendo una situazione che può creare molta confusione: la voce relativa alla detassazione degli aumenti viene indicata sotto la colonna “Statistiche” invece che nelle “Trattenute”.

A prima vista potrebbe sembrare che il bonus fiscale sia stato riconosciuto. In realtà non è così. Se la voce compare nella sezione statistica, il lavoratore non sta ottenendo alcun vantaggio reale sul netto in busta paga.

Cosa significa la voce “INCREM. ASSOG. 5% L. 199/25”

In alcune buste paga elaborate da determinate software house compare la dicitura “INCREM. ASSOG. 5% L. 199/25” accompagnata da un importo economico, come nel nostro esempio 189,39 euro:

Questa cifra rappresenta il valore teorico che potrebbe essere assoggettato all’imposta agevolata prevista dalla legge di Bilancio n. 199. Tuttavia il punto fondamentale è capire dove viene inserita questa voce nel cedolino.

Se il valore compare sotto la colonna “Statistiche” (come in questo caso), significa che il software sta semplicemente mostrando un dato informativo senza applicare realmente la detassazione.

Perché alcuni lavoratori perdono il beneficio

La detassazione non spetta ai lavoratori che nel 2025 superano il limite di reddito di 33.000 euro annui. Anche se il contratto collettivo applicato rientra tra quelli ammessi dalla normativa, il superamento della soglia blocca automaticamente l’agevolazione fiscale.

È il caso, ad esempio, del CCNL Commercio rinnovato nel 2024, che rientra tra gli accordi inclusi dalla legge n. 199 e confermati anche dall’Agenzia delle Entrate.

Per questo motivo alcuni software paghe continuano comunque a mostrare il controvalore economico della detassazione, ma soltanto come dato statistico.

Quando invece il netto aumenta davvero

La situazione cambia completamente quando la voce compare nella sezione “Trattenute” oppure tra gli elementi che incidono direttamente sul calcolo fiscale della retribuzione.

In quel caso il beneficio viene realmente applicato e il lavoratore paga meno imposte sugli aumenti contrattuali. Il risultato è un netto in busta paga più alto grazie all’aliquota agevolata prevista dalla normativa.