C’è una data che molte famiglie non dovrebbero sottovalutare quando si parla di Assegno Unico: il 30 giugno. Ogni anno, entro questa scadenza bisogna presentare l’ISEE aggiornato per continuare a ricevere l’importo corretto della prestazione e soprattutto per ottenere gli arretrati maturati da marzo.
Chi non aggiorna la situazione economica entro fine giugno rischia infatti di perdere definitivamente diverse mensilità di differenze economiche. L’INPS ha chiarito che, dopo questa data, l’assegno verrà ricalcolato solo dal mese successivo alla presentazione dell’ISEE, senza recupero degli arretrati precedenti.
Vediamo meglio nel dettaglio.
Perché l’ISEE è così importante per l’Assegno Unico
L’ISEE serve a fotografare la situazione economica della famiglia e viene utilizzato dall’INPS per stabilire l’importo dell’Assegno Unico spettante per ogni figlio proprio in base alla condizione del nucleo richiedente.
Più basso è l’ISEE, più alto sarà il contributo riconosciuto. Al contrario, senza ISEE aggiornato l’assegno viene automaticamente pagato con l’importo minimo previsto dalla normativa. La differenza è abissale: con un ISEE pari a 20.000 euro, per esempio, per un figlio minorenne spettano 191 euro mensili, ma senza un ISEE aggiornato INPS pagherà solo 29,10 euro al mese.
Dal 1° marzo 2026, infatti, l’INPS utilizza il nuovo ISEE valido per l’anno in corso. Per questo motivo chi non ha ancora presentato la DSU aggiornata sta già ricevendo importi ridotti rispetto a quelli realmente spettanti.
Cosa succede se l’ISEE viene presentato entro il 30 giugno
La buona notizia è che c’è ancora tempo per recuperare tutto. Presentando l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, l’INPS ricalcolerà automaticamente l’Assegno Unico riconoscendo anche gli arretrati a partire da marzo 2026.
Questo significa che una famiglia che da marzo perché ancora non ha aggiornato l’ISEE sta ricevendo l’importo minimo potrà ottenere le differenze non pagate nei mesi precedenti. Che, come visto, possono superare le centinaia di euro.
L’ISEE può essere richiesto tramite CAF oppure direttamente online attraverso il portale INPS, anche in modalità precompilata.
Dopo il 30 giugno si perdono gli arretrati
La situazione cambia completamente dal 1° luglio in poi. Chi presenterà l’ISEE dopo il 30 giugno continuerà ad avere diritto all’Assegno Unico, ma il nuovo importo scatterà soltanto dal mese successivo alla presentazione della DSU. Questo vuol dire che gli arretrati maturati da marzo andranno persi definitivamente.
È proprio questo il punto più importante: non si perde il diritto all’assegno, ma si rischia di perdere centinaia di euro di differenze economiche.
Anche chi ha già fatto l’ISEE dovrebbe comunque verificare che la DSU risulti correttamente acquisita dall’INPS, perché in alcuni casi l’assegno continua temporaneamente a essere pagato al minimo finché il sistema non aggiorna i dati.
L’Assegno Unico continua anche senza nuova domanda
Il rinnovo dell’ISEE non va confuso con la presentazione di una nuova domanda di Assegno Unico. In realtà, per chi ha già una pratica attiva e accolta, non è necessario inviare una nuova richiesta nel 2026.
Quello che va aggiornato è invece l’ISEE, indispensabile per ricevere l’importo corretto. Come visto, infatti, senza la nuova attestazione, l’INPS continua sì a pagare la prestazione, ma soltanto nella misura minima prevista.
Con la scadenza del 30 giugno sempre più vicina, per molte famiglie questo è quindi il momento decisivo per non rischiare di perdere gli arretrati accumulati negli ultimi mesi.




