Dal 7 aprile 2026 è entrata ufficialmente in vigore una delle agevolazioni fiscali più interessanti per i pensionati stranieri che scelgono di trasferirsi in Italia. La flat tax al 7% si allarga infatti a molti più Comuni del Sud e delle aree interne, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento.
Ma nonostante gli incentivi fiscali, il fenomeno resta complesso: il solo risparmio sulle tasse non basta sempre a convincere chi vive all’estero a trasferirsi stabilmente.
Flat tax al 7%, più Comuni coinvolti
La misura, prevista dall’articolo 24-ter del TUIR, consente ai pensionati stranieri che trasferiscono la residenza in alcune zone d’Italia di pagare un’imposta sostitutiva del 7% sui redditi da pensione estera.
La novità principale, introdotta dalla legge 34/2026, è l’ampliamento dei territori coinvolti. Con l’aggiornamento della normativa, infatti, i Comuni che possono beneficiare dell’agevolazione salgono a 2.473, con un aumento di 81 nuove località rispetto al passato.
Questo grazie all’estensione della soglia demografica: ora rientrano anche i Comuni fino a 30.000 abitanti, mentre prima il limite era fermo a 20.000 abitanti. Così facendo, nel perimetro della misura rientra oggi oltre il 90% dei Comuni delle regioni:
- Abruzzo,
- Basilicata,
- Calabria,
- Campania,
- Molise,
- Puglia,
- Sardegna,
- Sicilia.
Tra le nuove destinazioni ci sono anche località molto conosciute dal punto di vista turistico e culturale come Ostuni, Noto, Agropoli e Roseto degli Abruzzi. Compresi i centri colpiti dai terremoti degli anni 2009-2016 in Umbria, Lazio e Marche.
Perché l’Italia punta sui pensionati stranieri
L’obiettivo è rendere più attrattivi i piccoli centri del Sud e alcune aree del Centro Italia colpite da eventi sismici. Quindi non è solo fiscale, ma anche demografico. Molti piccoli centri italiani, infatti, stanno affrontando un forte calo della popolazione e cercano nuove strategie per evitare lo spopolamento.
L’idea è attrarre pensionati dall’estero con un mix di:
- tassazione ridotta,
- costo della vita più basso,
- clima favorevole,
- patrimonio culturale e paesaggistico.
Questo perché, nella pratica, la fiscalità da sola non è sempre sufficiente a garantire un trasferimento stabile. Anche perché il vantaggio fiscale dura per un periodo limitato e riguarda esclusivamente chi trasferisce la residenza fiscale in Italia.
Su questa linea, un esempio è il progetto “Volterra 10k”, che punta a riportare la popolazione del Comune toscano sopra i 10.000 abitanti attraverso servizi, cultura e valorizzazione del territorio.
Sfumata per ora la flat tax al 4%
Nel dibattito politico era stata ipotizzata anche una tassazione ancora più bassa, al 4%, per incentivare il rientro dei pensionati italiani dall’estero. La proposta prevedeva requisiti più restrittivi, legati ai piccoli Comuni delle aree interne sotto i 5.000 abitanti, ma è stata ritirata durante l’iter parlamentare.
Non è però escluso che venga ripresentata in futuri provvedimenti.
Altre agevolazioni per pensionati over 65
Accanto al tema fiscale esistono anche altre misure di sostegno per gli over 65, che in alcuni casi possono essere riconosciute anche a cittadini stranieri residenti in Italia.
Tra queste rientrano:
- la Carta Acquisti, destinata agli over 65 (sia stranieri che italiani) iscritti all’anagrafe comunale e con un ISEE entro 8.231,81 euro;
- possibili esenzioni sanitarie dal ticket in base al reddito o all’età;
- in alcuni casi anche riduzioni o esoneri dal canone Rai;
- sconti sui trasporti, variabili da zona a zona.
Nel complesso, quindi, l’Italia sta ampliando gli strumenti per rendere più sostenibile la vita dei pensionati, sia italiani che stranieri, soprattutto nelle fasce di popolazione più fragile o con redditi più bassi. Al contempo, provando a rendere più attrattive alcune zone che si stanno spopolando.




