Con l’arrivo delle prime ondate di calore e temperature già oltre le medie stagionali, diverse Regioni italiane hanno deciso di intervenire per proteggere i lavoratori maggiormente esposti ai rischi derivanti dal caldo estremo. Piemonte, Lazio, Puglia, Toscana e Liguria hanno infatti emanato specifiche ordinanze che limitano le attività lavorative all’aperto nelle ore più critiche della giornata, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altri problemi legati alle alte temperature.
Piemonte: ordinanza anticipata al 30 maggio
La Regione Piemonte ha anticipato di un mese l’entrata in vigore delle misure straordinarie che negli ultimi anni venivano adottate soltanto nel periodo estivo. L’ordinanza firmata dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi sarà valida dal 30 maggio al 31 agosto.
Il provvedimento riguarda lavoratori subordinati, autonomi e soggetti equiparati impiegati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica, comprese le consegne effettuate dai rider, e nelle cave. Lo stop alle attività è previsto dalle 12:30 alle 16 esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
Lazio: divieto fino al 15 settembre
Misure analoghe sono state adottate anche dalla Regione Lazio. Il presidente Francesco Rocca ha firmato un’ordinanza che vieta il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16 fino al 15 settembre 2026.
La limitazione interessa il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili e affini, le cave, la logistica di piazzale e i rider impegnati nelle consegne urbane. Anche in questo caso il divieto scatterà soltanto nelle giornate in cui il sistema Worklimate indicherà un livello di rischio elevato.
Puglia: proroga delle tutele contro il caldo
Anche la Regione Puglia ha rafforzato le misure di prevenzione. Il presidente Michele Decaro ha firmato un’ordinanza che vieta le attività lavorative all’aperto dalle 12:30 alle 16 nei giorni classificati ad alto rischio climatico. La misura scade il 15 settembre 2026.
Il provvedimento è rivolto soprattutto ai lavoratori impegnati in attività fisicamente gravose svolte all’esterno, come quelle del settore agricolo. La decisione è stata presa sulla base delle evidenze scientifiche sullo stress termico e delle previsioni elaborate dal sistema Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr.
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Toscana: misure anticipate contro il caldo estremo
Anche la Toscana ha deciso di intervenire in anticipo rispetto all’inizio dell’estate. Il presidente Eugenio Giani ha firmato un’ordinanza che introduce limitazioni alle attività lavorative all’aperto nelle giornate in cui il sistema Worklimate segnala un rischio elevato per i lavoratori esposti al sole. Il provvedimento interessa in particolare agricoltura, florovivaismo, edilizia e attività estrattive e prevede lo stop nelle ore più calde della giornata, dalle 12:30 alle 16. L’obiettivo è ridurre il rischio di colpi di calore e altri effetti legati allo stress termico, fenomeni che negli ultimi anni si stanno manifestando con sempre maggiore frequenza. La misura resterà in vigore fino al 31 agosto 2026 e riguarda agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e cave.
Liguria: ordinanza operativa fino al 31 agosto
Anche la Liguria ha scelto di anticipare le misure di tutela per i lavoratori esposti alle alte temperature. L’ordinanza regionale, già in vigore, prevede il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto dalle 12:30 alle 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate indica un livello di rischio alto. Le disposizioni riguardano soprattutto i settori dell’edilizia, dell’agricoltura e del florovivaismo. La Regione ha motivato la decisione con l’aumento delle temperature registrato già alla fine della primavera e con la necessità di garantire adeguate condizioni di sicurezza a chi svolge mansioni particolarmente gravose sotto il sole.
Come funziona il sistema Worklimate
Le tre ordinanze fanno riferimento alle indicazioni fornite dalla piattaforma Worklimate, che monitora il rischio da esposizione al calore per i lavoratori. Le limitazioni non si applicano quando le aziende riescono a garantire adeguate misure di protezione, come aree ombreggiate, sistemi di raffrescamento o altre soluzioni organizzative capaci di ridurre il rischio.
L’obiettivo comune delle Regioni è consentire lo svolgimento delle attività produttive in condizioni di maggiore sicurezza, favorendo eventualmente la rimodulazione degli orari di lavoro nelle fasce più fresche della giornata.




