Prosegue il confronto tra Aran e sindacati sul rinnovo del contratto dei dipendenti della Presidenza del Consiglio. Sul tavolo ci sono aumenti consistenti per i circa 1.800 lavoratori statali di Palazzo Chigi, con incrementi che potrebbero arrivare fino a 415 euro lordi al mese tra rinnovo contrattuale, fondi aggiuntivi e risorse accessorie.
L’incontro delle ultime ore ha permesso di fare il punto sulle cifre e sulle misure previste nel contratto 2022-2024, ma restano ancora tensioni sindacali su alcuni temi centrali, a partire dall’organizzazione del lavoro agile.
Il confronto all’Aran sul rinnovo 2022-2024
Il nuovo incontro tra Aran e organizzazioni sindacali riguarda il rinnovo del contratto dei 1.792 dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri. Al centro della trattativa ci sono gli aumenti economici previsti per il triennio 2022-2024. Solo pochi mesi fa è arrivata la firma del CCNL relativo al triennio 2019-2021, che ha garantito arretrati da 46.000 euro.
I 415 euro di aumento lordo di cui si parla sarebbero così composti:
- incremento medio di 279 euro lordi mensili;
- a cui si aggiungerebbe un importo di circa 126 euro lordi al mese grazie alle ulteriori risorse previste dal decreto Pa dello scorso anno (DL 25/2025);
- altri 10 euro mensili arriverebbero dal parziale sblocco dei fondi accessori destinati alle pubbliche amministrazioni.
Si tratta di una cifra nettamente piĂą alta rispetto agli incrementi previsti in altri comparti della pubblica amministrazione centrale. C’è un motivo
Perché gli statali di Palazzo Chigi guadagnano di più
La differenza dipende soprattutto dal livello retributivo di partenza dei dipendenti di Palazzo Chigi, storicamente più elevato rispetto ad altre amministrazioni statali. Il meccanismo dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, infatti, applica percentuali uguali per tutti i comparti. In questo caso l’aumento previsto è pari al 5,78%, ma il risultato economico cambia in base agli stipendi già percepiti.
Secondo i dati emersi durante il confronto sindacale, con i nuovi aumenti il trattamento economico medio dei dipendenti della Presidenza del Consiglio arriverebbe vicino ai 68.200 euro lordi annui.
Una cifra che resta molto piĂą alta rispetto agli stipendi medi registrati in altri ministeri della pubblica amministrazione centrale, dove le retribuzioni si attestano intorno ai 33.687 euro annui.
Proprio questo divario sta alimentando il dibattito sindacale e politico attorno al rinnovo del contratto.
Le critiche dei sindacati sul rinnovo
Nonostante gli aumenti previsti, alcune organizzazioni sindacali continuano a esprimere forti perplessità sul quadro complessivo della trattativa. La Fp Cgil, in particolare, ha definito “problematico” l’impianto economico del contratto emerso durante il confronto con l’Aran.
Tra i temi più delicati resta quello del lavoro agile, su cui nelle ultime settimane si è intensificato il confronto tra amministrazione e rappresentanze dei lavoratori, soprattutto dopo la decisione di ridurre di un giorno la possibilità di effettuare lo smart working.
Secondo i sindacati, infatti, servono maggiori garanzie sull’organizzazione del lavoro da remoto e sulla gestione futura delle modalità flessibili introdotte negli ultimi anni.
Possibile sciopero degli statali fissato per l’11 giugno
Proprio a causa delle tensioni ancora aperte, nelle assemblee dei lavoratori starebbe prendendo forma l’ipotesi di uno sciopero per la giornata dell’11 giugno. Rafforzato soprattutto a seguito di segnalazioni sulle scarse condizioni igieniche degli uffici e degli spazi comuni.
Al momento si tratterebbe di una mobilitazione limitata a poche ore, ma il segnale conferma che il confronto sul rinnovo del contratto resta ancora molto acceso.
I prossimi incontri tra Aran e sindacati saranno quindi decisivi per capire se si riuscirà a trovare un’intesa definitiva sia sugli aumenti economici sia sugli altri aspetti organizzativi ancora oggetto di discussione.



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