L’estate è ormai alle porte e, come ogni anno, molte famiglie stanno facendo i conti con una delle voci di spesa più impegnative della bella stagione: quella legata ai figli quando le scuole chiudono. Tra centri estivi, campus sportivi e attività ricreative, i costi possono salire rapidamente. Ma non tutti sanno che esistono diversi aiuti economici che possono alleggerire il conto finale. Non si tratta soltanto dell’INPS: anche Comuni, Regioni, aziende ed enti bilaterali mettono a disposizione bonus e rimborsi. E non mancano opportunità nemmeno per gli over 65 che desiderano trascorrere qualche giorno fuori casa durante l’estate.
Il bonus centri estivi INPS: domande al via
Tra le misure più attese c’è il bando Centri estivi diurni 2026 pubblicato dall’INPS. L’iniziativa prevede contributi a titolo di rimborso delle spese sostenute per la partecipazione a centri estivi in Italia da parte di bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni.
La misura è riservata ai figli dei dipendenti e pensionati della Pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e agli altri soggetti previsti dal bando.
Le domande possono essere presentate attraverso il Portale Prestazioni Welfare dalle ore 12 del 4 giugno 2026 fino alle ore 12 del 25 giugno 2026. Per molte famiglie rappresenta uno degli strumenti più concreti per recuperare parte delle spese sostenute durante i mesi estivi.
Non c’è solo l’INPS: i Comuni stanno preparando nuovi bonus per le vacanze
Chi non rientra nei requisiti del bando INPS non deve però scoraggiarsi. Una parte importante degli aiuti passa infatti attraverso i Comuni, che nelle prossime settimane inizieranno a pubblicare i bandi finanziati con le risorse statali destinate alle politiche familiari.
Le amministrazioni locali possono scegliere formule differenti. Alcune riducono direttamente le tariffe dei centri estivi comunali, altre preferiscono concedere voucher o contributi economici utilizzabili presso strutture convenzionate.
Per questo motivo conviene monitorare con attenzione il sito istituzionale del proprio Comune e l’Albo Pretorio. Molti bandi restano aperti per periodi molto brevi e, in alcuni casi, le domande vengono accolte fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Anche le Regioni finanziano bonus e voucher per le famiglie
Accanto ai contributi comunali esistono poi gli aiuti regionali, spesso finanziati con fondi europei. Negli ultimi anni numerose Regioni hanno attivato programmi specifici per favorire la partecipazione dei bambini ai centri estivi e aiutare i genitori che lavorano durante il periodo di chiusura delle scuole.
I requisiti cambiano da territorio a territorio, ma generalmente vengono richiesti determinati limiti ISEE e particolari condizioni lavorative dei genitori. Molti bandi prevedono inoltre contributi aggiuntivi per i minori con disabilità, così da garantire la copertura delle spese per il personale educativo specializzato.
Anche in questo caso è fondamentale verificare periodicamente gli avvisi pubblicati dalle singole Regioni, perché i calendari e le modalità di richiesta possono variare sensibilmente.
Il welfare aziendale può coprire gran parte delle spese
Un aiuto spesso sottovalutato arriva direttamente dal datore di lavoro. Sempre più aziende utilizzano infatti gli strumenti di welfare aziendale per rimborsare ai dipendenti le spese sostenute per i centri estivi dei figli.
In molti casi il rimborso può coprire integralmente il costo delle attività estive, senza incidere sulla tassazione ordinaria grazie alle agevolazioni previste per i fringe benefit. Le modalità cambiano da impresa a impresa. Alcune prevedono l’accredito diretto in busta paga, altre utilizzano piattaforme dedicate attraverso le quali il lavoratore può caricare le ricevute e ottenere il rimborso.
Per questo motivo vale sempre la pena verificare i servizi inclusi nel proprio piano di welfare aziendale prima di sostenere le spese.
Gli enti bilaterali possono offrire bonus poco conosciuti
Tra le opportunità meno note ci sono quelle offerte dagli enti bilaterali di categoria. Molti lavoratori dipendenti iscritti, per esempio, ai fondi del commercio, del turismo, dell’artigianato o del settore metalmeccanico possono infatti accedere a contributi specifici destinati alle attività estive dei figli.
Gli importi e le condizioni cambiano in base al contratto collettivo applicato e all’ente di riferimento. In diversi casi vengono riconosciuti rimborsi per i centri estivi, per i campus sportivi o per le attività educative organizzate durante le vacanze scolastiche.
Per verificare la disponibilità di questi aiuti è consigliabile consultare il sito dell’ente bilaterale collegato al proprio contratto di lavoro. L’EBITERBO (ente bilaterale terziario della città metropolitana di Bologna) offre, per esempio, un contributo assistenza bambini nei periodi di sospensione scolastica (campi estivi, invernali, pasquali). Si tratta di un bonus da 12 euro per ogni giorno effettivamente frequentato per ogni figlio/a di età compresa tra i 3 e i 14 anni.
Quali bonus vacanze possono arrivare per gli over 65
Le opportunità non riguardano soltanto le famiglie con figli. Anche molti anziani possono beneficiare di iniziative che favoriscono soggiorni estivi, vacanze sociali e attività ricreative a costi ridotti.
In diversi territori sono i Comuni a organizzare soggiorni climatici o vacanze convenzionate rivolte agli over 65 con redditi medio-bassi. In altri casi intervengono associazioni, sindacati dei pensionati o enti assistenziali che negoziano tariffe agevolate presso strutture turistiche e alberghiere.
Per i pensionati della Pubblica amministrazione esistono inoltre specifiche iniziative di welfare gestite dall’INPS, che periodicamente finanzia soggiorni e programmi dedicati alla socializzazione e al benessere della terza età.
Con l’arrivo dell’estate, quindi, vale la pena informarsi non soltanto sui bonus per i figli, ma anche sulle opportunità dedicate agli anziani. Spesso gli aiuti esistono già, ma restano poco conosciuti e finiscono per essere utilizzati da un numero limitato di beneficiari.




