Arretrati Scuola Pagati con Emissione Speciale NoiPA di Giugno? Ecco Cosa Può Accadere

Nel comparto scuola cresce l’attesa per l’emissione speciale che potrebbe essere calendarizzata per il 26 giugno, che potrebbe trasformarsi in uno dei più importanti dell’anno per docenti e personale ATA.

Secondo le ipotesi che circolano tra lavoratori e addetti ai lavori, il mese di giugno potrebbe infatti vedere non soltanto il pagamento dello stipendio ordinario, ma anche una possibile emissione speciale dedicata agli arretrati contrattuali legati al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27.

Una prospettiva che nasce dal fatto che, storicamente, NoiPA utilizza spesso le emissioni speciali o urgenti per liquidare somme accessorie, arretrati o recuperi contrattuali senza attendere il cedolino ordinario del mese successivo.

Come potrebbe funzionare l’emissione speciale di NoiPA

In caso di sblocco definitivo del contratto nelle prossime settimane, il sistema più rapido per liquidare gli importi potrebbe essere proprio quello di un’emissione speciale centralizzata.

In pratica, oltre allo stipendio ordinario di giugno, i dipendenti della scuola potrebbero ricevere un secondo pagamento separato contenente:

  • arretrati contrattuali;
  • eventuali differenze stipendiali;
  • adeguamenti degli importi mensili;
  • aggiornamento delle voci accessorie collegate al nuovo CCNL.

Una soluzione tecnica già utilizzata in passato anche per altri comparti pubblici, soprattutto quando si rende necessario velocizzare i tempi di accredito.

Gli arretrati attesi dopo mesi di inflazione e aumenti attesi

L’attesa è particolarmente alta perché il rinnovo contrattuale arriva dopo anni molto difficili sul fronte economico.

Docenti e ATA attendono infatti incrementi stipendiali e arretrati considerati fondamentali per recuperare almeno in parte la perdita del potere d’acquisto causata dall’inflazione degli ultimi anni.

Anche i sindacati hanno evidenziato come la rapidità della firma dell’ipotesi di contratto del 1° aprile fosse finalizzata proprio a far arrivare rapidamente gli aumenti nelle buste paga.

Ma finora tutto è rimasto fermo.

Nel Consiglio dei ministri nessun riferimento al contratto scuola

A rendere ancora più incerta la situazione è il silenzio istituzionale delle ultime settimane.

Nel comunicato del Consiglio dei ministri del 22 maggio si affrontano numerosi temi economici e amministrativi, ma non compare alcun riferimento al contratto della scuola.

Nessuna indicazione sui tempi di registrazione, nessuna comunicazione sull’invio alla Corte dei Conti, nessun aggiornamento sull’iter definitivo.

Un’assenza che ha alimentato dubbi e preoccupazioni tra i lavoratori del comparto.

La realtà, però, è che il contratto è ancora fermo alla Presidenza del Consiglio

Nonostante le ipotesi sulle possibili emissioni speciali di giugno, resta però un dato fondamentale: il contratto non ha ancora completato il percorso amministrativo necessario.

Al momento, infatti, il CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27 risulta ancora fermo nei passaggi preliminari presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, prima dell’invio agli organi di controllo competenti.

E questo significa che, almeno per ora, qualsiasi previsione sugli arretrati resta legata ai tempi con cui il governo deciderà di sbloccare definitivamente il dossier scuola.