Giovedì 11 Giugno Sciopero dei Treni: il Rischio Paralisi è Alto, Prevista Larga Adesione

Giovedì 11 giugno si preannuncia una giornata particolarmente difficile per chi deve spostarsi in treno. È stato infatti proclamato uno sciopero nazionale che coinvolgerà il personale del Gruppo FS Italiane, Italo e Trenord. La mobilitazione interessa sia l’Alta Velocità che i servizi Intercity, regionali e a lunga percorrenza. Questa volta il rischio di forti disagi è particolarmente elevato perché l’astensione dal lavoro è stata indetta dalle principali organizzazioni sindacali del settore ferroviario.

Quando si fermano i treni

Secondo quanto comunicato dalle aziende ferroviarie, lo sciopero si svolgerà dalle ore 3.00 di giovedì 11 giugno alle ore 2.00 di venerdì 12 giugno 2026.

Le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti hanno inoltre annunciato una protesta nazionale di 8 ore, dalle 9.01 alle 17.00, che coinvolgerà il personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari.

Le società avvertono che modifiche e cancellazioni dei treni potrebbero verificarsi anche nelle ore immediatamente precedenti e successive alla mobilitazione.

Perché è stato proclamato lo sciopero

Alla base della protesta c’è il forte dissenso dei sindacati rispetto alle scelte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul futuro del servizio Intercity.

Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il Governo avrebbe ignorato le richieste avanzate nei mesi scorsi riguardo ai rischi connessi alle future gare ferroviarie.

In particolare, viene contestata la decisione di procedere con una suddivisione del servizio Intercity in tre lotti distinti e non equivalenti, anziché mantenere un unico lotto nazionale.

A rischio circa 3mila lavoratori

La questione riguarda direttamente circa 3mila ferrovieri attualmente impiegati nel servizio Intercity.

I sindacati temono che la futura messa a gara possa avere conseguenze sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità del servizio offerto ai passeggeri.

Proprio perché la protesta è sostenuta dalle sigle maggiormente rappresentative del comparto ferroviario, il rischio di adesioni elevate appare concreto. Per questo motivo la giornata dell’11 giugno potrebbe trasformarsi in una delle più difficili degli ultimi mesi per il trasporto ferroviario italiano, con possibili ripercussioni su migliaia di pendolari e viaggiatori in tutta Italia.