Concordato Preventivo e Dichiarazione dei Redditi 2026: il Chiarimento INPS sui Contributi

Il Concordato Preventivo Biennale non riguarda soltanto le imposte. A ricordarlo è l’INPS che, con la circolare n. 62 del 27 maggio 2026, ha fornito le istruzioni per la compilazione del Quadro RR del modello Redditi Persone Fisiche 2026, chiarendo alcuni aspetti che interessano direttamente professionisti, artigiani, commercianti e titolari di partita IVA.

Il documento arriva in un momento particolarmente delicato per migliaia di contribuenti alle prese con la dichiarazione dei redditi e con il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per il 2025.

Tra i passaggi più significativi emerge un principio destinato ad avere effetti concreti: le scelte effettuate nell’ambito del Concordato Preventivo Biennale possono riflettersi anche sull’importo dei contributi da versare all’INPS.

Per alcuni contribuenti, infatti, la differenza tra reddito concordato e reddito effettivamente prodotto potrebbe tradursi in una contribuzione previdenziale più elevata rispetto a quella inizialmente prevista.

Il Concordato Preventivo non ha effetti solo fiscali

Con la nuova circolare l’Istituto ribadisce che il Concordato Preventivo Biennale produce effetti che vanno oltre il semplice rapporto con il Fisco.

La base imponibile concordata assume rilevanza anche ai fini previdenziali e può quindi incidere direttamente sul calcolo dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni INPS interessate.

Si tratta di un chiarimento importante perché conferma come la valutazione della convenienza del concordato non possa essere limitata esclusivamente agli aspetti tributari, ma debba necessariamente considerare anche l’impatto previdenziale.

Reddito concordato o reddito effettivo: la scelta che può fare la differenza

Uno dei punti più rilevanti riguarda la possibilità riconosciuta al contribuente di versare i contributi sul reddito effettivamente prodotto.

La normativa consente infatti di scegliere il reddito reale come base di calcolo della contribuzione, anche in presenza dell’adesione al Concordato Preventivo Biennale.

Tuttavia, questa opzione comporta conseguenze precise.

Dal momento in cui il contribuente decide di utilizzare il reddito effettivo, l’intero importo realmente conseguito diventa base imponibile previdenziale. In altre parole, i contributi dovranno essere calcolati sul reddito reale e non più su quello concordato.

Una circostanza che potrebbe determinare importi contributivi più elevati nei casi in cui il reddito effettivo superi significativamente quello definito con il Fisco.

L’INPS richiama l’attenzione sui mancati versamenti

La circolare contiene anche un richiamo rivolto ai contribuenti che scelgono di determinare la contribuzione sul reddito effettivo.

Secondo quanto precisato dall’Istituto, l’eventuale mancato pagamento dei contributi dovuti sulla base del reddito realmente prodotto può comportare il recupero delle somme non versate attraverso le ordinarie procedure di riscossione.

Il messaggio è chiaro: chi opta per il reddito effettivo deve considerare attentamente anche gli effetti previdenziali della scelta effettuata.

Forfettari esclusi dal Concordato Preventivo dal 2025

Tra gli aspetti evidenziati dalla circolare vi è anche il recepimento delle modifiche normative che hanno escluso i contribuenti forfettari dal Concordato Preventivo Biennale.

Dal 1° gennaio 2025 il CPB non è più applicabile ai soggetti che adottano il regime forfettario. La misura resta quindi limitata ai contribuenti interessati dagli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA).

Per le partite IVA in regime forfettario continua pertanto ad applicarsi il criterio ordinario di determinazione della contribuzione previdenziale basato sul reddito effettivamente prodotto.

Chi deve prestare maggiore attenzione alle nuove istruzioni

Le indicazioni contenute nella circolare riguardano una vasta platea di contribuenti.

In particolare sono interessati:

  • professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS;
  • artigiani;
  • commercianti;
  • soci con obblighi contributivi;
  • lavoratori autonomi sportivi del settore dilettantistico.

Per questi soggetti la corretta compilazione del Quadro RR è essenziale per determinare il saldo dei contributi dovuti per il 2025 e gli acconti relativi al 2026.

Quando si versano i contributi

La circolare ricorda che il saldo dei contributi previdenziali dovuti per il 2025 e gli acconti relativi al 2026 seguono le stesse scadenze previste per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

In assenza di eventuali proroghe, i pagamenti devono essere effettuati entro il 30 giugno 2026, oppure entro il 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione prevista dalla normativa.

Il documento dell’INPS fornisce inoltre indicazioni sulle modalità di rateizzazione delle somme dovute e sulle regole per la compensazione degli eventuali crediti contributivi tramite modello F24.

Per consultare la circolare CLICCQ QUI.