Molti lavoratori che nel 2025 si sono visti respingere la domanda di NASpI potrebbero avere diritto agli arretrati della disoccupazione. Una recente sentenza del Tribunale di Ivrea ha infatti stabilito che la nuova regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 non può essere applicata retroattivamente a chi aveva presentato le dimissioni prima del 1° gennaio 2025. Una decisione che potrebbe aprire la strada a numerosi ricorsi.
Perché l’INPS ha negato la NASpI
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore una nuova norma che impone, a chi si dimette volontariamente, di maturare almeno 13 settimane di contribuzione prima di poter accedere alla NASpI in caso di successiva perdita involontaria del lavoro.
L’INPS ha però applicato questa regola anche a lavoratori che si erano dimessi nel 2024, quando il requisito non esisteva ancora. Per questo motivo molte domande di disoccupazione sono state respinte con la motivazione dell’assenza delle 13 settimane contributive dopo le dimissioni.
Il caso arrivato davanti al Tribunale
La vicenda riguarda un lavoratore che aveva lasciato un impiego part-time alla fine del 2024, mantenendo però un secondo rapporto di lavoro a tempo pieno.
Nel 2025 è stato licenziato da quest’ultima azienda e ha presentato domanda di NASpI. L’INPS ha respinto la richiesta applicando la nuova normativa.
Assistito da INCA, il patronato CGIL, il lavoratore ha deciso di rivolgersi al giudice per ottenere il riconoscimento del proprio diritto.
La decisione del giudice
Il Tribunale di Ivrea ha accolto il ricorso, ricordando un principio fondamentale del nostro ordinamento: la legge non dispone che per il futuro.
Secondo il giudice, le dimissioni presentate nel 2024 non possono essere penalizzate da una norma entrata in vigore solo nel 2025. L’INPS è stata quindi condannata a riconoscere la NASpI e a corrispondere tutte le somme arretrate spettanti dalla data della domanda.
Chi può recuperare gli arretrati
La sentenza interessa soprattutto chi si è dimesso entro il 31 dicembre 2024 da un lavoro secondario o part-time e successivamente ha perso involontariamente l’occupazione nel 2025.
Se la NASpI è stata negata esclusivamente per la mancanza delle 13 settimane di contribuzione dopo le dimissioni, potrebbe esserci il diritto a ottenere gli arretrati della disoccupazione. Per questo motivo è importante verificare la propria posizione e valutare la possibilità di presentare ricorso prima che scadano i termini previsti dalla legge.




