Presentare in ritardo la domanda di pensione con computo nella Gestione Separata può costare molto caro. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10542 del 21 aprile 2026, una decisione destinata ad avere effetti importanti per molti lavoratori vicini alla pensione.
La sentenza stabilisce infatti che, in caso di computo nella Gestione Separata, la decorrenza della pensione non può partire prima della domanda presentata dal lavoratore. Questo significa che eventuali ritardi rischiano di far perdere mesi di trattamento previdenziale senza possibilità di ottenere arretrati.
La differenza rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria
Nella pensione di vecchiaia ordinaria il diritto all’assegno scatta dal mese successivo al compimento dei 67 anni, purché siano stati maturati i contributi richiesti. In questi casi, anche presentando la domanda in ritardo, gli arretrati spettano comunque.
Diversa invece la situazione per la pensione con computo nella Gestione Separata. Qui la domanda non serve soltanto a richiedere la pensione, ma rappresenta anche l’atto con cui il lavoratore esercita la facoltà di computo dei contributi.
Ed è proprio questo elemento a cambiare completamente la decorrenza del trattamento.
Cosa ha stabilito la Cassazione
La vicenda nasce dal contenzioso tra una lavoratrice e l’INPS sulla decorrenza della pensione. In Appello era stato riconosciuto il diritto al ricalcolo dalla maturazione dei requisiti, ma l’INPS ha impugnato la decisione arrivando fino in Cassazione.
Secondo l’Istituto, il computo non è automatico e può essere esercitato solo tramite domanda specifica. La Corte ha confermato questa interpretazione.
La Cassazione ha infatti chiarito che la domanda di computo ha una funzione essenziale perché consente di unificare i contributi versati nell’AGO e nella Gestione Separata per formare il montante contributivo necessario alla pensione.
Quando si può esercitare il computo
Il computo nella Gestione Separata può essere richiesto soltanto da chi possiede specifici requisiti:
- almeno un mese di contributi nella Gestione Separata;
- almeno 15 anni di contributi complessivi;
- almeno 5 anni di contributi dopo il 1° gennaio 1996;
- meno di 18 anni di contributi prima del 1996.
Per questo motivo, ritardare la domanda significa perdere definitivamente mesi di pensione e arretrati.




