Congedo Legge 104 Più Conveniente: Sale a 3.880 Euro l’Indennità INPS

Il congedo straordinario previsto dalla Legge 104 continua a rappresentare uno degli strumenti più importanti per i lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave. Con la circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026, sono stati aggiornati i nuovi limiti economici validi per quest’anno.

Nuovi massimali INPS 2026: più tutela economica per i caregiver

Il tetto massimo dell’indennità riconosciuta durante il congedo biennale è stato infatti fissato a 57.837 euro annui, comprensivi dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Tradotto in termini pratici, il limite massimo mensile dell’indennità erogabile è pari a circa 3.881 euro lordi mensili, mentre il limite giornaliero arriva a 127,58 euro.

Una novità importante soprattutto per i dipendenti pubblici gestiti da NoiPA e per molti lavoratori del settore privato che negli ultimi anni hanno utilizzato il congedo per assistere genitori, coniugi o figli con handicap grave riconosciuto ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104/1992.

Congedo biennale: chi può richiederlo e quanto dura

Il congedo straordinario retribuito è disciplinato dall’articolo 42 del D.Lgs. 151/2001.

Può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati per assistere un familiare con disabilità grave certificata. La durata massima complessiva è di due anni nell’intera vita lavorativa, anche frazionabili.

Nel pubblico impiego la procedura è più articolata rispetto al settore privato:

  • l’amministrazione emette il decreto di concessione;
  • il provvedimento viene trasmesso agli organi di controllo;
  • successivamente arriva a NoiPA per l’applicazione economica.

Per il personale della scuola, ad esempio, interviene la Ragioneria Territoriale dello Stato (RTS), mentre per i ministeri il controllo spetta agli Uffici Centrali di Bilancio (UCB).

Ferie, tredicesima e TFR: il vero nodo del congedo straordinario

Molti lavoratori scoprono soltanto dopo mesi che il congedo straordinario non produce gli stessi effetti dello stipendio ordinario.

Durante il periodo di assenza:

  • non maturano ferie;
  • non matura la tredicesima mensilità;
  • non matura TFR o TFS;
  • nel pubblico impiego si blocca anche l’anzianità economica.

Questo accade perché il congedo straordinario è considerato una sospensione della prestazione lavorativa, pur essendo coperto da contribuzione figurativa ai fini pensionistici.

È quindi molto diverso rispetto ai tre giorni mensili di permesso 104, che invece sono equiparati al servizio effettivo e non penalizzano ferie o mensilità aggiuntive.

Per questo motivo è fondamentale valutare attentamente la durata dell’assenza e il possibile impatto economico nel lungo periodo.

Perché l’indennità può risultare più alta dello stipendio

Uno degli aspetti che spesso sorprende i dipendenti pubblici riguarda il netto mensile.

In diversi casi, infatti, l’indennità del congedo straordinario può apparire persino più alta rispetto allo stipendio ordinario.

Il motivo è tecnico.

NoiPA calcola l’indennità aggiungendo un dodicesimo alle voci stipendiali che danno diritto alla tredicesima mensilità, come:

  • stipendio tabellare;
  • IIS conglobata;
  • indennità di vacanza contrattuale.

Di conseguenza il lordo mensile può risultare più elevato. Tuttavia si tratta di un anticipo “spalmato” sulla retribuzione mensile, perché a dicembre la tredicesima non verrà corrisposta.

Un altro dettaglio importante è che sull’indennità non viene trattenuta la quota TFR/TFS, proprio perché durante il congedo il trattamento di fine servizio non matura.

Scuola e pubblico impiego: attenzione agli effetti sugli scatti stipendiali

Nel Comparto Scuola il tema è ancora più delicato.

Docenti e ATA continuano infatti a maturare gli automatismi stipendiali solo durante il servizio effettivo. Il periodo di congedo biennale retribuito interrompe invece la progressione economica.

Questo significa che un’assenza lunga potrebbe ritardare:

  • il passaggio di fascia stipendiale;
  • gli incrementi economici legati all’anzianità;
  • alcuni effetti previdenziali indiretti.

Per questo molti lavoratori della scuola cercano di alternare, quando possibile, permessi mensili e periodi di congedo, evitando assenze troppo prolungate.

Naturalmente ogni situazione familiare è diversa e spesso il bisogno di assistenza continuativa rende inevitabile il ricorso al congedo biennale.

Tabella riassuntiva: cosa succede durante il congedo straordinario 104

Il congedo straordinario resta quindi una misura fondamentale per migliaia di caregiver italiani, ma conoscere in anticipo gli effetti economici su ferie, tredicesima e TFR diventa essenziale per evitare brutte sorprese e programmare con maggiore consapevolezza un periodo già molto delicato sul piano personale e familiare.