Bonus 500 euro, INPS Sblocca i Pagamenti e Concede una Seconda Chance agli Esclusi

Arrivano novità importanti per i giovani che hanno richiesto il bonus autoimpiego da 500 euro al mese previsto dal Decreto Coesione. L’INPS ha infatti concluso l’istruttoria delle domande e ha annunciato sia l’avvio dei pagamenti per le richieste accolte sia la possibilità di chiedere il riesame delle istanze respinte. Una notizia particolarmente rilevante per chi si è visto negare il beneficio e ritiene di possedere tutti i requisiti richiesti.

Al via i pagamenti del bonus autoimpiego

Con il messaggio n. 1955 del 10 giugno 2026, l’INPS ha comunicato la conclusione delle verifiche sulle domande presentate per il contributo destinato ai giovani under 35 che hanno avviato un’attività imprenditoriale nei settori strategici della transizione digitale ed ecologica.

L’incentivo, introdotto dall’articolo 21 del Decreto Coesione, riconosce un contributo di 500 euro al mese per un massimo di tre anni ai giovani disoccupati che hanno avviato un’impresa tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Il beneficio può arrivare quindi fino a 18.000 euro complessivi e viene erogato dall’INPS in forma anticipata su base annuale.

Con la conclusione delle istruttorie, l’Istituto ha dunque avviato le attività di liquidazione delle domande accolte.

Chi può chiedere il riesame della domanda

La vera novità contenuta nel messaggio riguarda però coloro che hanno ricevuto una risposta negativa. L’INPS ha infatti aperto ufficialmente la procedura che consente di richiedere il riesame delle domande respinte.

Si tratta di una possibilità importante per chi ritiene che la domanda sia stata rigettata per un errore materiale, per informazioni incomplete oppure perché dispone di documentazione utile a dimostrare il possesso dei requisiti richiesti.

Attraverso il riesame il richiedente può fornire chiarimenti, integrare la documentazione o segnalare elementi che potrebbero portare a una nuova valutazione della pratica.

Come verificare l’esito della propria domanda

Per sapere se la richiesta è stata accolta o respinta è necessario accedere all’area dedicata sul sito INPS utilizzando una delle credenziali digitali ammesse, come SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. All’interno del servizio “Incentivo Decreto Coesione” è possibile consultare la propria domanda e verificare il provvedimento adottato dall’Istituto.

In caso di rigetto, il sistema mostra anche le motivazioni che hanno portato alla reiezione della richiesta, informazioni fondamentali per predisporre un eventuale riesame.

Come presentare la richiesta di riesame per il bonus autoimpiego

La procedura si svolge interamente online e può essere effettuata dalla stessa sezione utilizzata per l’invio della domanda originaria. Una volta aperta la pratica, i richiedenti che hanno ricevuto un esito negativo troveranno la funzione “Richiedi riesame”.

A questo punto sarà possibile spiegare le ragioni della richiesta, fornire ulteriori informazioni e allegare documenti ritenuti utili per supportare la propria posizione.

Al termine dell’operazione l’istanza viene trasmessa all’INPS e il sistema rilascia una ricevuta con il relativo numero di protocollo.

Entro quando conviene presentare il riesame

L’INPS ha chiarito che il termine per presentare la richiesta di riesame del bonus autoimpiego è fissato in 30 giorni dalla pubblicazione del messaggio n. 1955 del 10 giugno 2026. Quindi, entro il 10 luglio 2026.

Per le domande che dovessero essere respinte successivamente, il termine decorre invece dal momento in cui il richiedente viene a conoscenza della reiezione.

Pur non essendo indicato come termine perentorio, è consigliabile non attendere gli ultimi giorni e procedere il prima possibile, soprattutto se occorre recuperare documentazione aggiuntiva.

Alcune domande del bonus sono ancora in verifica

Non tutte le pratiche risultano però già definite. L’INPS ha spiegato che per alcune domande l’istruttoria è ancora in corso perché sono necessari ulteriori controlli sulla regolarità contributiva.

La situazione riguarda in particolare:

  • alcuni soggetti iscritti a casse previdenziali diverse dall’INPS,
  • oppure casi di contribuzione versata alla Gestione Separata in assenza della relativa iscrizione.

Queste domande saranno esaminate e definite non appena arriveranno gli esiti delle verifiche richieste.