Buone notizie per molti dipendenti pubblici che attendono ancora il rimborso dei crediti da conguaglio fiscale e contributivo relativi all’anno 2025. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti comunicato che con una ulteriore emissione speciale prevista per il 15 giugno 2026 saranno liquidati i crediti spettanti al personale che non aveva potuto riceverli con la normale elaborazione stipendiale di febbraio.
Si tratta di una misura attesa da migliaia di lavoratori che, pur risultando a credito dopo il conguaglio annuale, non avevano ancora visto l’accredito sul proprio conto corrente.
Cosa sono i crediti da conguaglio fiscale e contributivo
Ogni anno NoiPA effettua il cosiddetto conguaglio fiscale e contributivo, una operazione di ricalcolo che mette a confronto:
- le ritenute IRPEF effettivamente trattenute durante l’anno;
- le imposte realmente dovute;
- eventuali contributi previdenziali da rettificare.
Da questo ricalcolo possono emergere due situazioni:
- un debito, se il dipendente ha pagato meno tasse del dovuto;
- un credito, se invece ha versato piĂą imposte rispetto a quanto spettava.
Nel secondo caso, il lavoratore ha diritto a un rimborso economico.
Perché alcuni dipendenti non sono stati pagati a febbraio
Normalmente i crediti da conguaglio vengono liquidati con il cedolino ordinario di febbraio.
Tuttavia non tutti i lavoratori pubblici percepiscono una rata ordinaria in quel mese.
Questo può accadere, ad esempio, nel caso di:
- personale con contratti cessati o sospesi;
- lavoratori senza stipendio in elaborazione;
- dipendenti con posizioni amministrative particolari;
- personale transitato tra diverse amministrazioni.
In queste situazioni il credito rimane “parcheggiato” finché NoiPA non programma una lavorazione dedicata.
Ed è proprio questo il caso dell’emissione speciale del 15 giugno.
Chi riceverĂ il pagamento
Secondo il comunicato del MEF, l’emissione speciale interesserà il personale che presenta contemporaneamente due requisiti:
- avere un credito da conguaglio fiscale o contributivo relativo al 2025;
- non essere stato oggetto di emissione ordinaria nel mese di febbraio.
In pratica, il pagamento riguarda coloro che erano a credito ma che, per motivi tecnici o amministrativi, non hanno ricevuto il rimborso nei tempi ordinari.
Per molti dipendenti pubblici questa emissione potrebbe tradursi in un cedolino straordinario separato.
Chi resta escluso dal pagamento
Il Ministero precisa anche chi non riceverà il pagamento. Sono esclusi dall’emissione speciale:
- il personale cessato dal servizio per decesso (causale “M”);
- i dipendenti con importi di conguaglio inferiori a 1 euro.
Quest’ultima esclusione è puramente tecnica e deriva dal fatto che importi minimi non vengono generalmente processati nelle emissioni speciali.
Quando arriveranno i soldi sul conto
L’emissione speciale è prevista per il 15 giugno 2026. Dopo l’elaborazione, il cedolino potrebbe diventare visibile nell’area riservata NoiPA entro pochi giorni.
L’accredito bancario avviene di norma tra 7 e 9 giorni lavorativi dopo l’emissione, anche se i tempi possono variare in base alla banca.
In linea teorica, i rimborsi potrebbero quindi arrivare tra il 23 e il 24 giugno.
Tabella riassuntiva





