Con la fine dell’anno scolastico, migliaia di docenti e ATA precari con contratto al 30 giugno iniziano a porsi una domanda molto concreta: quanti giorni di ferie non godute verranno pagati dopo la cessazione del contratto?
Per chi lavora nella scuola, il tema delle ferie è particolarmente delicato, perché docenti e personale ATA seguono regole diverse. Mentre per gli insegnanti il pagamento sostitutivo delle ferie residue è abbastanza frequente, per gli ATA il diritto alla monetizzazione è molto più limitato.
Vediamo come si calcolano le ferie spettanti, chi le paga e quali importi si possono realisticamente aspettare.
Come si calcolano le ferie spettanti ai docenti precari
Per i docenti con contratto a tempo determinato, il calcolo delle ferie parte dai giorni di servizio effettivamente prestati.
I coefficienti mensili sono:
- 2,50 giorni al mese (meno di 3 anni di servizio)
- 2,666 giorni al mese (almeno 3 anni di servizio)
La formula normalmente usata è:
Giorni lavorati × coefficiente ÷ 30
Facciamo una simulazione concreta.
Un docente con:
- contratto dal 6 settembre al 30 giugno
- oltre 3 anni di anzianità
- scuola chiusa per 18 giorni complessivi
Giorni di servizio:
298 giorni
Calcolo ferie maturate:
298 × 2,666 ÷ 30 = 26,48 giorni
Questo significa che il docente ha maturato 26,48 giorni di ferie.
Le chiusure della scuola riducono le ferie liquidabili
Qui arriva il passaggio fondamentale.
Per i docenti, durante i periodi di sospensione delle lezioni (vacanze natalizie, pasquali, ponti, chiusure deliberate), si presume che le ferie possano essere fruite.
Per questo motivo tali giorni vanno sottratti dalle ferie maturate.
Nel nostro esempio:
- Ferie maturate: 26,48
- Giorni di sospensione lezioni: 18
Residuo da liquidare:
26,48 – 18 = 8,48 giorni
Questi sono i giorni che possono essere monetizzati.
Molte scuole fanno errori proprio qui: non tutte le chiusure contano automaticamente, perché occorre distinguere tra:
- sospensione attività didattica;
- chiusura effettiva dell’istituto;
- eventuale presenza in servizio.
Quanto valgono economicamente le ferie non godute?
Il compenso dipende dalla retribuzione giornaliera lorda del docente.
In linea generale:
Retribuzione mensile lorda ÷ 30 = valore giornaliero ferie
Esempio con stipendio lordo mensile di 2.000 euro:
Valore giornaliero:
2.000 ÷ 30 = 66,67 euro
Con 8,48 giorni liquidabili:
66,67 × 8,48 = 565,36 euro lordi
Per ottenere il netto di 392,45 euro, dal lordo di 565,36 va tolto il 9,15% di contributi previdenziali e l’aliquota irpef del 23%.
Chi paga le ferie non godute ai docenti
Formalmente il pagamento parte dalla scuola.
La procedura è questa:
- La segreteria scolastica calcola le ferie residue.
- le ferie – in formato giorni – di tutto il personale viene inserito su un tabulato;
- Il dirigente scolastico firma decreto il decreto di concessione per ciascun dipendente;
- Il provvedimento viene trasmesso alla RTS per il pagamento;
- I dati sono inseriti dalla RTS su NoiPA;
- Il compenso viene pagato con emissione speciale.
Personale ATA: quando le ferie possono essere pagate
Per il personale ATA la regola è molto più rigida.
Le ferie devono essere normalmente fruite durante il rapporto di lavoro.
Il pagamento sostitutivo è ammesso solo in casi particolari, ad esempio quando il dipendente non ha potuto assentarsi per:
- esigenze di servizio
- sostituzioni mancanti
- carenza di organico
- ordini del dirigente
In questi casi serve un decreto motivato del dirigente scolastico.
Senza questa motivazione, la monetizzazione non può essere riconosciuta.
Per questo motivo, tra docenti e ATA, la situazione è molto diversa:
- i docenti precari al 30 giugno ricevono spesso compensi ferie;
- gli ATA solo eccezionalmente.
Tabella riassuntiva





