Il 16 giugno 2026 Federmeccanica, Assistal e Fim, Fiom e Uilm hanno sottoscritto il verbale previsto dal rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria e Installazione di Impianti del 22 novembre 2025. L’incontro era finalizzato a verificare la dinamica dell’inflazione misurata attraverso l’IPCA al netto degli energetici importati (IPCA NEI) relativa al 2025 e a confrontarla con gli aumenti salariali già programmati dal contratto nazionale.
L’esito del confronto era particolarmente atteso da lavoratori e aziende del settore. La verifica prevista dal rinnovo contrattuale rappresenta infatti uno dei passaggi centrali del nuovo modello salariale introdotto dalle parti sociali per garantire la tutela del potere d’acquisto e la corretta applicazione degli incrementi economici stabiliti dal contratto.
Come funziona il meccanismo previsto dal rinnovo del CCNL
L’accordo del 22 novembre 2025 per proteggere il potere di acquisto dei lavoratori, aveva stabilito un sistema che collega gli aumenti salariali all’andamento dell’IPCA NEI, l’indice utilizzato nel settore metalmeccanico per misurare l’inflazione al netto della componente energetica importata. Per il mese di giugno 2026 era prevista una verifica tra il dato reale dell’inflazione registrata nel 2025 e la quota di incremento salariale già negoziata nel contratto nazionale.
Secondo quanto comunicato dalle parti, l’IPCA NEI consuntivata per il 2025 è risultata pari all’1,9%, valore che è stato preso come riferimento per il confronto previsto dal contratto.
Confermati gli aumenti previsti dal contratto
Dalla verifica effettuata è emerso che gli incrementi salariali definiti nel rinnovo contrattuale risultano superiori rispetto alla quota derivante dall’inflazione effettivamente registrata nel 2025.
Per questo motivo Federmeccanica, Assistal e le organizzazioni sindacali Fim Fiom Uilm hanno condiviso la conferma degli aumenti già stabiliti dal CCNL del 22 novembre 2025, senza alcuna riduzione degli importi programmati.
I lavoratori continueranno quindi a beneficiare integralmente della prima tranche di incremento prevista dal rinnovo contrattuale.
Al livello C3 aumento di 53,17 euro dal 1° giugno 2026
Tra gli importi confermati spicca quello relativo al livello C3, uno dei più diffusi negli stabilimenti metalmeccanici italiani.
Per questo livello l’aumento retributivo complessivo in vigore dal 1° giugno 2026 resta pari a 53,17 euro mensili lordi, come previsto dal contratto nazionale.
Di seguito le tabelle complete con tutti gli aumenti previsti per ogni singolo livello:

La conferma degli incrementi consente quindi di mantenere invariato il percorso di crescita salariale definito dalle parti sociali nel rinnovo del novembre 2025 e rappresenta il primo passaggio applicativo del nuovo meccanismo contrattuale legato all’andamento dell’IPCA NEI.
Aumentano anche trasferta e reperibilità
Gli effetti dell’accordo non riguardano soltanto i minimi tabellari. Le parti hanno infatti definito anche i nuovi importi dell’indennità di trasferta e dell’indennità di reperibilità, che risultano aggiornati dal 1° giugno 2026.
La trasferta intera sale a 51,29 euro giornalieri, mentre vengono adeguate anche le quote riconosciute per il pasto meridiano o serale e per il pernottamento.

Contestualmente sono stati aggiornati tutti gli importi della reperibilità giornaliera e settimanale previsti dal contratto.

Si tratta di adeguamenti che, insieme agli aumenti dei minimi retributivi, producono effetti economici a partire dalle buste paga di giugno dei metalmeccanici e su numerosi istituti collegati alla retribuzione contrattuale.




