Niente accredito della NASpI a giugno e pagamento rinviato direttamente a luglio. È una situazione che sta sorprendendo alcuni beneficiari dell’indennità di disoccupazione, che si ritrovano senza il consueto versamento mensile e cercano spiegazioni sul portale INPS.
In molti casi il motivo è legato all’inserimento di un periodo di preavviso che non risultava presente quando la domanda è stata inizialmente lavorata. Ma cosa significa davvero? E perché il pagamento può essere sospeso per un mese? Vediamo cosa c’è sapere.
Cosa c’entra il preavviso con la NASpI
Quando termina un rapporto di lavoro, può essere previsto un periodo di preavviso che incide sulla decorrenza della disoccupazione.
Infatti, se il datore di lavoro non paga l’indennità sostitutiva del mancato preavviso, il lavoratore si trova in uno stato di disoccupazione involontaria e privo di sostegno economico sin dalla cessazione del rapporto. Pertanto, la NASpI è dovuta fin da subito, ossia dall’ottavo giorno successivo a quello della cessazione del rapporto di lavoro.
Al contrario, se il datore di lavoro paga l’indennità per mancato preavviso, per il periodo coperto da tale indennità la NASpI non è dovuta. Quindi, è corrisposta dall’ottavo giorno successivo a quello della scadenza del periodo corrispondente all’indennità per mancato preavviso.
Perché il pagamento della NASpI può essere sospeso
Se al momento dell’elaborazione della domanda NASpI il preavviso non risulta registrato correttamente, l’INPS può iniziare a pagare l’indennità sulla base delle informazioni disponibili in quel momento. Quindi dall’ottavo giorno dopo il termine del rapporto di lavoro.
Successivamente, però, la situazione può essere aggiornata con nuovi dati trasmessi dal datore di lavoro o acquisiti dall’Istituto. Quando viene inserito un periodo di preavviso non considerato in precedenza, il sistema ricalcola automaticamente la posizione del beneficiario.
In pratica, l’INPS verifica se alcune somme già pagate non erano in realtà dovute. Come detto, infatti, per il periodo coperto dall’indennità di mancato preavviso, non spetta la NASpI. E se INPS, erroneamente, la riconosce, successivamente la recupera.
Ecco la conferma:

Nel caso in foto, il cittadino non ha ricevuto la NASpI di giugno perché INPS doveva recuperare la mensilità erogata nel periodo coperto dall’indennità di preavviso, inserito successivamente.
Pertanto, ha effettuato un conguaglio, cioè una compensazione tra gli importi già versati e quelli effettivamente spettanti dopo l’aggiornamento della pratica.
Perché la NASpI viene rinviata a luglio
Se il ricalcolo evidenzia che il beneficiario ha ricevuto in anticipo somme che, alla luce delle nuove informazioni sul preavviso, non spettavano ancora, il sistema recupera automaticamente tali importi attraverso una compensazione.
Di conseguenza può accadere che un’intera mensilità della NASpI venga assorbita dal conguaglio e che non venga disposto alcun pagamento per quel mese. È proprio il caso analizzato in foto.
Nel caso specifico, l’INPS ha comunicato che è stato inserito un preavviso dal 31 maggio al 30 giugno che non risultava presente durante la prima lavorazione della pratica. Dopo il ricalcolo, il sistema ha utilizzato il mese successivo per compensare gli importi da regolarizzare. Per questo motivo non è stato disposto il pagamento di giugno.
Terminata la compensazione, l’erogazione dell’indennità dovrebbe riprendere normalmente con il pagamento previsto a luglio.
Cosa fare se non arriva la NASpI
Chi nota l’assenza del pagamento può verificare la propria situazione accedendo al fascicolo previdenziale sul sito INPS oppure contattando l’Istituto tramite i canali di assistenza (tra cui il servizio INPS risponde, come quello in foto).
In alcuni casi la sospensione può essere collegata proprio a rettifiche successive della pratica, come l’inserimento di periodi di preavviso o altre informazioni non disponibili durante la prima elaborazione della domanda.
Controllare le comunicazioni presenti nell’area personale può quindi aiutare a capire rapidamente il motivo del mancato accredito.
La NASpI non è stata revocata
Un aspetto importante da ricordare è che un mese senza pagamento non significa necessariamente che la NASpI sia stata cancellata o revocata.
Quando il problema è legato a un conguaglio per il preavviso, si tratta generalmente di un ricalcolo amministrativo che può comportare lo slittamento temporaneo dell’accredito. Quindi non c’è motivo di allarmarsi: una volta conclusa la compensazione degli importi, l’indennità riprende normalmente secondo il calendario previsto dall’INPS.




