Visite Fiscali, Controlli INPS Più Severi: Cosa Rischia Chi Non Apre al Medico

Visite

Le visite fiscali si preparano a diventare molto più frequenti. L’INPS sta infatti rafforzando il sistema dei controlli sulle assenze per malattia con nuove assunzioni, strumenti digitali più rapidi e procedure semplificate per i datori di lavoro. Dopo l’aumento registrato nella seconda metà del 2025, quando i controlli domiciliari hanno sfiorato quota 400mila, si prevede ora una vera impennata delle verifiche.

A cambiare non sono soltanto i numeri. Il nuovo sistema punta anche a rendere i controlli più veloci ed efficienti grazie all’integrazione con la Piattaforma digitale nazionale dati, mentre le fasce orarie di reperibilità sono ormai uguali per tutti i lavoratori, pubblici e privati.

Come funzionano oggi le visite fiscali INPS

La procedura di malattia resta sostanzialmente invariata. Quando un lavoratore si assenta, il medico curante deve inviare il certificato telematico all’INPS entro il giorno successivo all’inizio della malattia. A quel punto il dipendente deve comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato.

Durante il periodo di assenza scatta poi l’obbligo di reperibilità presso il domicilio indicato nel certificato medico. È proprio in questa fase che può arrivare la visita fiscale, cioè il controllo effettuato dal medico incaricato dall’INPS per verificare la reale condizione di malattia del lavoratore.

Negli ultimi mesi il sistema è stato ulteriormente potenziato anche grazie alla possibilità di utilizzare medici specializzandi e laureati inseriti nei percorsi di formazione in medicina generale.

Quali sono gli orari delle visite fiscali

Da quest’anno le fasce di reperibilità sono state uniformate tra settore pubblico e privato. Tutti i lavoratori devono quindi essere disponibili per eventuali controlli:

  • dalle 10 alle 12;
  • dalle 17 alle 19.

Le visite fiscali possono arrivare tutti i giorni, compresi sabati, domeniche e festivi. Questo significa che il lavoratore in malattia deve organizzarsi per essere presente in casa durante le fasce previste.

Esistono comunque alcune categorie esonerate dai controlli, come chi è affetto da patologie gravi che richiedono terapie salvavita oppure chi presenta condizioni legate a invalidità particolarmente rilevanti. In altri casi possono essere considerate giustificate assenze dovute a visite urgenti o esami specialistici non rinviabili.

Il nuovo sistema digitale che renderà i controlli più rapidi

Una delle novità più importanti riguarda l’introduzione di nuovi strumenti digitali integrati nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), l’infrastruttura tecnologica promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale e gestita da PagoPA.

Grazie a questo sistema, i datori di lavoro potranno richiedere le visite fiscali in modo più veloce e immediato. L’obiettivo è rendere le verifiche più uniformi e aumentare la trasparenza nei rapporti tra aziende, dipendenti e pubbliche amministrazioni.

Il rafforzamento del sistema ispettivo previsto anche con l’ultima legge di Bilancio dovrebbe quindi portare a un numero sempre più elevato di controlli nei prossimi mesi.

Cosa rischia chi non viene trovato in casa

Non essere presenti durante la visita fiscale può avere conseguenze pesanti. Se il medico fiscale non trova il lavoratore al domicilio indicato, l’assenza può essere considerata ingiustificata.

In questi casi si rischiano sanzioni economiche, la riduzione dell’indennità di malattia oppure, nei casi più gravi, la perdita totale del trattamento economico. Oltre alle conseguenze economiche possono scattare anche provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro.

Le scuse che non valgono se il medico fiscale non ti trova

I lavoratori potrebbero cercare di giustificare l’assenza durante la visita fiscale con spiegazioni che però vengono spesso respinte.

Dire di avere il campanello rotto, ad esempio, non è considerato sufficiente. Il lavoratore è responsabile della propria reperibilità e deve trovare soluzioni alternative per farsi rintracciare. Anche sostenere di essere sotto la doccia durante il controllo non viene ritenuta una motivazione valida. L’INPS pretende infatti che il dipendente sia in grado di rispondere rapidamente durante le fasce orarie previste.

Tra le giustificazioni bocciate rientra anche quella di aver pensato che al citofono ci fosse un venditore ambulante. Ignorare il campanello senza verificare chi sta bussando non è ammesso. Non basta nemmeno spiegare di essere usciti per andare in farmacia. L’acquisto di medicinali, salvo casi eccezionali documentati, non è considerato un’urgenza tale da giustificare l’assenza.

Attenzione poi agli errori nell’indirizzo: se il medico fiscale si presenta al domicilio sbagliato ma l’errore non è stato corretto dal lavoratore, la responsabilità resta comunque del dipendente. Proprio per questo motivo è fondamentale verificare sempre che l’indirizzo indicato nel certificato sia corretto.

Infine, non regge neppure la paura di trovarsi davanti a un truffatore. Il medico fiscale è tenuto a identificarsi con tesserino e documenti ufficiali, quindi non aprire o non rispondere può comunque portare a sanzioni.