Assegno di Inclusione, per il Rinnovo Serve Rifare l’ISEE? La Risposta che Molti Aspettavano

Chi sta per rinnovare l’Assegno di Inclusione si trova spesso davanti allo stesso dubbio: è necessario presentare un nuovo ISEE oppure basta inviare la domanda di rinnovo?

La risposta è importante, perché da questo documento dipende la verifica dei requisiti economici richiesta dall’INPS. Senza un ISEE valido, infatti, il rinnovo del beneficio potrebbe non andare a buon fine. Vediamo quali sono le regole da conoscere e cosa fare prima di presentare la domanda.

Il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non è automatico

L’Assegno di Inclusione è il sussidio che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza e spetta alle famiglie con un ISEE entro 10.140 euro in cui sono presenti membri disabili, over 60, minorenni o in condizione di svantaggio.

Viene riconosciuto mensilmente, per non più di 18 mesi. Al termine di questo periodo, può essere rinnovato, senza interruzioni, per un massimo di altri 12 mesi.

Il mese di stop è stata eliminato dal 2026: fino all’anno scorso, la sospensione di un mese era prevista tra il primo ciclo e il rinnovo. Questo significa che, una volta terminato il periodo di fruizione, è possibile richiedere subito il nuovo ciclo di pagamenti, senza dover attendere un mese di stop. La richiesta di rinnovo può essere presentata già dal mese successivo all’ultimo pagamento ricevuto, evitando, così, un buco.

Naturalmente, il rinnovo viene concesso solo se risultano ancora soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Per il rinnovo serve un ISEE in corso di validità

Per capire se i requisiti sono ancora tutti soddisfatti, occorre avere un ISEE valido. INPS, infatti, deve verificare nuovamente la situazione economica del nucleo familiare.

Se l’attestazione ISEE è scaduta oppure non è stata ancora aggiornata, occorre prima presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), dalla quale verrà elaborato il nuovo ISEE.

Solo con un’attestazione in corso di validità l’Istituto può controllare il rispetto dei limiti economici richiesti per ottenere l’Assegno di Inclusione.

Perché l’ISEE è così importante

L’ISEE rappresenta uno dei requisiti fondamentali per accedere all’Assegno di Inclusione. Attraverso questo indicatore l’INPS verifica il valore economico del nucleo familiare e controlla che rientri nelle soglie previste dalla legge. Come detto sopra, non deve superare i 10.140 euro.

Anche se una famiglia ha già percepito il beneficio nei mesi precedenti, la verifica viene effettuata nuovamente al momento del rinnovo.

Per questo motivo non è sufficiente aver avuto diritto all’Assegno di Inclusione in passato: bisogna dimostrare di possedere ancora tutti i requisiti richiesti.

Cosa fare prima di inviare la nuova domanda per l’Assegno di Inclusione

Prima di presentare la richiesta di rinnovo è consigliabile verificare alcuni aspetti. In particolare bisogna:

  • controllare che l’ISEE sia ancora valido;
  • se necessario, presentare una nuova DSU per ottenere l’attestazione aggiornata;
  • verificare che tutti gli altri requisiti previsti per l’Assegno di Inclusione siano ancora rispettati.

In questo modo si riduce il rischio di ritardi nella lavorazione della domanda o di una richiesta respinta per documentazione non aggiornata.

Cosa succede se l’ISEE non è valido

Se al momento della domanda l’ISEE risulta scaduto o assente, l’INPS non può completare la verifica dei requisiti economici. Di conseguenza il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non può essere riconosciuto finché la posizione non viene regolarizzata con una nuova attestazione.

Per questo motivo è sempre opportuno aggiornare l’ISEE prima di presentare la domanda, evitando così possibili rallentamenti nell’erogazione del beneficio.