L’estensione della Carta del docente ai supplenti con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche non chiude la questione per chi, negli anni passati, è stato escluso dal beneficio. Al contrario, la giurisprudenza continua a riconoscere il diritto di recuperare le annualità pregresse nelle quali il bonus da 500 euro non è stato attribuito, purché ricorrano i requisiti previsti.
L’ultima conferma arriva dal Tribunale del lavoro di Modena, che ha accolto il ricorso di un docente precario assistito da Anief. Il giudice ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscere 2.000 euro, corrispondenti a quattro annualità della Carta del docente (dal 2020/2021 al 2023/2024), oltre agli interessi o alla rivalutazione monetaria fino all’effettivo pagamento.
Il recupero riguarda le annualità in cui il bonus non è stato riconosciuto
La decisione conferma un orientamento ormai consolidato: i docenti con supplenza fino al 30 giugno o al 31 agosto non possono essere trattati in modo diverso rispetto ai colleghi di ruolo per quanto riguarda il sostegno alla formazione professionale.
Per questo motivo, chi negli anni precedenti non ha ricevuto la Carta del docente può ancora chiedere il riconoscimento delle somme non percepite. Il recupero riguarda, infatti, le annualità nelle quali il beneficio era stato negato nonostante il docente avesse svolto un incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche.
La giurisprudenza ormai è consolidata
Nella sentenza il Tribunale di Modena richiama l’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea – oramai consolidato – , dal Consiglio di Stato e successivamente consolidato dalla Corte di Cassazione. Secondo tali pronunce, riservare la Carta del docente ai soli insegnanti di ruolo costituisce una discriminazione nei confronti del personale a tempo determinato che svolge le stesse funzioni.
Proprio sulla base di questi principi, continuano ad essere accolti i ricorsi presentati dai docenti che chiedono il riconoscimento delle annualità pregresse.
Secondo Anief, è possibile recuperare gli importi relativi agli ultimi anni nei limiti dei termini di prescrizione. Il sindacato ricorda che, nei casi in cui sussistano tutti i requisiti, il recupero può arrivare fino a 3.500 euro, ai quali si aggiungono gli interessi e l’eventuale rivalutazione monetaria maturati fino al pagamento delle somme spettanti.




