L’Isee presentato nei primi mesi del 2026 resta valido fino alla fine dell’anno, ma a settembre potrebbe non rappresentare più la reale condizione economica della famiglia. Non significa che debba essere necessariamente rifatto: il problema si pone soprattutto quando, nel corso dell’anno, sono intervenuti cambiamenti importanti sul fronte del lavoro, dei redditi o del patrimonio.
Con settembre, inoltre, l’indicatore torna particolarmente utile. La ripresa dell’anno scolastico porta con sé richieste per mense, trasporto e altri servizi comunali, mentre l’Isee continua a essere utilizzato per numerosi bonus e prestazioni sociali.
L’ISEE ordinario guarda al passato
Per comprendere il problema bisogna ricordare come viene costruito l’indicatore. L’Isee tiene conto della composizione del nucleo familiare, dei redditi e del patrimonio mobiliare e immobiliare secondo i periodi di riferimento stabiliti dalla normativa.
Questo significa che la fotografia restituita dall’Isee ordinario può essere distante dalla situazione vissuta dalla famiglia a settembre 2026.
È un tema che riguarda una platea enorme. Secondo l’Osservatorio INPS, nel 2025 circa 10,3 milioni di famiglie hanno presentato complessivamente 11 milioni di Dsu, coinvolgendo quasi 30 milioni di persone. Nel 2002 erano meno di 2 milioni di nuclei.
Quando si può aggiornare l’ISEE?
Lo strumento previsto per avvicinare l’indicatore alla condizione economica più recente è l’Isee corrente.
Può essere richiesto da chi dispone già di un Isee valido quando si verificano determinate condizioni. Tra queste rientrano, ad esempio, l’interruzione o la riduzione dell’attività lavorativa oppure variazioni relative alla fruizione di determinati trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari.
L’Isee corrente può inoltre essere utilizzato quando la situazione reddituale complessiva del nucleo presenta una variazione superiore al 25% rispetto a quella considerata nell’Isee ordinario. Per l’aggiornamento della componente patrimoniale è invece prevista una variazione superiore al 20%.
Perché controllarlo prima di settembre
Chi durante il 2026 ha perso il lavoro, ha ridotto significativamente le proprie entrate o ha registrato altre variazioni rilevanti dovrebbe quindi verificare la propria situazione.
Un Isee corrente più basso può incidere sull’accesso o sulla misura delle prestazioni collegate alla condizione economica. Dal 2026, inoltre, l’Isee è centrale anche per prestazioni familiari e d’inclusione come Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, Assegno unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati.
La Dsu può essere presentata direttamente attraverso i servizi INPS, anche in modalità precompilata, oppure rivolgendosi a un Caf. In genere l’elaborazione dell’indicatore richiede pochi giorni. Per questo agosto può essere il momento utile per verificare l’Isee prima delle richieste e delle scadenze che accompagneranno la ripartenza di settembre.




