Assegno Unico Ridotto e ADI Revocato a 5.000 Famiglie: i Controlli INPS sull’ISEE

Un assegno unico più basso può dipendere dai controlli sull’Isee corrente. Le verifiche dell’INPS stanno producendo conseguenze sui sostegni destinati alle famiglie: il bilancio riportato al 30 settembre indica circa 5mila assegni unici temporaneamente ridotti al minimo, 940 assegni di inclusione revocati e 147 esposti alle Procure.

Le situazioni sono però diverse. Una richiesta di chiarimenti non dimostra automaticamente una frode: può segnalare un errore, un aggiornamento mancato o una differenza tra i periodi ai quali si riferiscono i redditi.

Assegno unico al minimo: cosa devono fare le famiglie

Con la comunicazione del 18 settembre 2026, l’INPS ha annunciato approfondimenti su alcune informazioni autocertificate nelle DSU utilizzate per ottenere l’Isee corrente.

Durante le verifiche, l’assegno unico può essere temporaneamente ricalcolato secondo le regole previste in assenza di un Isee valido. Si tratta quindi di una riduzione dell’importo, non necessariamente della perdita del diritto alla prestazione. 

Chi riceve la comunicazione deve controllare gli elementi contestati. Può presentare una nuova Dichiarazione sostitutiva unica attraverso i servizi online dell’Istituto oppure rivolgendosi a un CAF. Se ritiene corretti i dati, può consegnare alla sede INPS competente i documenti necessari a dimostrarlo. La verifica riguarda le posizioni segnalate, non indistintamente tutti i beneficiari. 

ADI: 940 revoche dopo gli incroci sui redditi

Per l’assegno di inclusione, i controlli descritti nel bilancio hanno portato a 940 revoche e 147 esposti alle Procure.

Lo strumento utilizzato è il “Cruscotto Isee corrente”, sviluppato dall’antifrode dell’INPS: confronta i redditi dichiarati dalle famiglie con le informazioni presenti negli archivi amministrativi, comprese quelle su rapporti di lavoro, contributi, pensioni e altre prestazioni.

L’obiettivo è individuare situazioni nelle quali la condizione economica dichiarata non coincide con quella risultante dai dati disponibili. Gli esposti riguardano i casi sottoposti all’autorità giudiziaria: non equivalgono a condanne.

Isee corrente: attenzione anche alla scadenza

L’Isee corrente permette di aggiornare la situazione economica quando intervengono cambiamenti rilevanti, evitando di basarsi soltanto sulla fotografia dell’Isee ordinario.

Non ha però sempre validità fino al 31 dicembre. Se vengono aggiornati esclusivamente i redditi, dura sei mesi. Se si aggiornano i patrimoni, oppure patrimoni e redditi insieme, la scadenza è il 31 dicembre. Quando cambiano la situazione occupazionale o i trattamenti percepiti, nei casi previsti occorre aggiornarlo entro due mesi. 

Sul fronte degli intermediari, nella trattativa per la convenzione Isee 2027 l’INPS sta chiedendo ai CAF maggiori verifiche documentali sulle autodichiarazioni, attraverso il confronto con buste paga e documenti reddituali, senza introdurre un visto di conformità.