Ricevere l’Assegno di inclusione e iniziare a lavorare è possibile. Ma c’è una regola da conoscere: anche un reddito inferiore a 3.000 euro deve essere comunicato all’INPS. La franchigia prevista dalla legge non permette di saltare questo adempimento.
La questione riguarda anche chi presenta una domanda di rinnovo: il reddito da lavoro deve essere dichiarato secondo le modalità previste, affinché l’Istituto possa verificare la situazione economica della famiglia. Gli ultimi aggiornamenti al riguardo, da parte dell’Istituto di Via Ciro il Grande risalgono al Messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026.
Come funziona la franchigia di 3.000 euro
Quando un componente del nucleo comincia un’attività lavorativa durante l’erogazione dell’ADI, il maggior reddito beneficia di una franchigia: fino a 3.000 euro lordi annui non concorre alla determinazione dell’importo del sostegno.
Il limite riguarda l’intero nucleo familiare, quindi non si moltiplica per il numero dei componenti che lavorano.
La parte eccedente viene considerata nel calcolo dal mese successivo alla variazione, secondo le regole previste dalla normativa e fino al recepimento del reddito nell’ISEE per l’intera annualità. La franchigia riguarda dunque il calcolo del beneficio, mentre resta obbligatorio comunicare l’attività e il reddito presunto.
Anche 2.500 euro vanno dichiarati
Un esempio aiuta: chi inizia un lavoro dipendente e prevede di guadagnare 2.500 euro non può pensare di evitare la comunicazione perché rimane sotto la soglia.
Deve presentare il modello ADI-Com Esteso entro 30 giorni dall’avvio dell’attività, indicando il reddito presunto.
Se la comunicazione manca, trascorsi i 30 giorni l’erogazione viene sospesa. Se l’obbligo resta inadempiuto oltre tre mesi dall’inizio del lavoro, il beneficio decade. Il termine dei tre mesi decorre quindi dall’avvio dell’attività, non dalla sospensione del pagamento.
Al rinnovo l’INPS controlla nuovamente i requisiti
Il rinnovo richiede una nuova domanda e la verifica dei requisiti. Le attività già esistenti o concluse, con redditi non rilevati nell’ISEE per l’intera annualità, devono essere comunicate attraverso il modello ADI-Com Ridotto.
È quindi sbagliato considerare i primi 3.000 euro sempre irrilevanti per qualsiasi controllo. Ma è altrettanto scorretto affermare che la franchigia sia riservata esclusivamente al primo ciclo: le istruzioni INPS la collegano all’avvio del lavoro durante l’erogazione della misura.
Domanda e prima ricarica: cosa ricordare
L’ADI dura inizialmente fino a 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori periodi di 12 mesi. La domanda si presenta dal mese successivo all’ultimo pagamento.
Nel 2026 non è più previsto il mese obbligatorio di sospensione, ma la prima mensilità del rinnovo è riconosciuta al 50%. Se il richiedente mantiene una Carta ADI attiva e il nucleo resta invariato, gli accrediti proseguono sulla stessa carta.




