Stipendi Scuola Settembre: Ecco i Nuovi Netti di Docenti e ATA [TABELLE]

Con l’emissione della rata di settembre 2026, prende forma il primo stipendio del nuovo anno scolastico per docenti e personale ATA.

Per il personale già di ruolo, che ad agosto ha visto l’applicazione degli aumenti del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, lo stipendio di settembre sarà sostanzialmente in linea con quello del mese precedente, salvo variazioni individuali.

La situazione è differente per supplenti annuali e personale neoimmesso in ruolo. Nei nostri prospetti il loro netto risulta più elevato rispetto a quello del personale già in servizio perché sulle nuove partite stipendiali non gravano, inizialmente, le rate delle addizionali regionali e comunali relative all’anno precedente.

Una precisazione è però fondamentale: nelle nostre simulazioni per il personale di ruolo abbiamo ipotizzato le addizionali di Lazio e Campania e dei relativi Comuni con maggiore imposizione, arrivando a considerare un carico fiscale locale complessivo che può avvicinarsi al 4%. Si tratta quindi di esempi costruiti su territori caratterizzati da una tassazione locale particolarmente elevata e non di un netto valido indistintamente in tutta Italia.

Perché il netto di settembre cambia da Regione a Regione

Lo stipendio tabellare di un docente o di un collaboratore scolastico è naturalmente identico su tutto il territorio nazionale.

A cambiare può essere invece il netto in busta paga.

Una delle ragioni è rappresentata proprio dalle addizionali IRPEF regionali e comunali. Nel Lazio, per esempio, l’addizionale regionale 2026 arriva al 3,33% per le fasce interessate, anche se per i redditi imponibili fino a 28.000 euro è prevista nel 2026 l’aliquota dell’1,73%.

In Campania le aliquote regionali 2026 sono invece progressive: 1,73%, 2,96%, 3,20% e 3,33%, a seconda dello scaglione di reddito.

A queste deve poi essere aggiunta l’eventuale addizionale comunale.

È quindi possibile arrivare, nei territori con maggiore imposizione, a un prelievo locale complessivo vicino al 4% o anche superiore in determinate situazioni reddituali e comunali.

Ed è proprio questa ipotesi che abbiamo utilizzato per elaborare i nostri prospetti.

Supplenti, perché a settembre possono prendere di più

Il confronto diventa particolarmente interessante per i supplenti che iniziano il nuovo contratto.

Prendiamo l’esempio di un collaboratore scolastico.

Nella nostra elaborazione il supplente arriva a circa 1.384,93 euro netti, mentre il dipendente già di ruolo collocato nella fascia iniziale arriva a circa 1.303,55 euro.

Questo non significa affatto che il supplente abbia uno stipendio contrattuale superiore.

Il lordo è lo stesso.

A determinare la differenza sono soprattutto le trattenute: sul dipendente già presente nel sistema stipendiale continuano a essere applicate le rate delle addizionali maturate sul reddito dell’anno precedente, mentre sulla nuova partita stipendiale questo carico non è inizialmente presente.

Docenti, quanto può cambiare il netto

Il fenomeno appare ancora più evidente osservando gli stipendi dei docenti.

Per gli insegnanti di infanzia e primaria, qualifica KA05, il lordo della fascia iniziale preso a riferimento è di 2.150,35 euro.

Nella nostra simulazione il supplente arriva a circa 1.740,52 euro netti, mentre il personale di ruolo nella fascia iniziale si attesta intorno a 1.510,63 euro.

Ma attenzione: questa differenza non può essere utilizzata per affermare che tutti i supplenti italiani prenderanno oltre 200 euro in più di un docente di ruolo.

La simulazione del personale di ruolo è stata costruita prendendo come riferimento un carico elevato di addizionali regionali e comunali, tipico di territori come Lazio e Campania.

In una Regione o in un Comune con addizionali inferiori, il netto del dipendente di ruolo sarà conseguentemente più alto e la distanza rispetto al supplente si ridurrà.

Anche per gli ATA vale lo stesso principio

Lo stesso meccanismo riguarda naturalmente il personale ATA.

Per i collaboratori scolastici KA41, nella nostra simulazione il netto del personale di ruolo varia indicativamente da 1.303,55 euro nella fascia iniziale fino a 1.560,70 euro nella fascia più elevata considerata.

Per gli assistenti amministrativi e tecnici KA43 si parte invece da circa 1.409,60 euro, arrivando a circa 1.729,59 euro nella fascia più alta.

Anche questi valori devono essere letti tenendo presente l’ipotesi fiscale utilizzata.

Il vantaggio è che scegliendo come riferimento Lazio e Campania abbiamo ottenuto una simulazione particolarmente prudente: chi risiede fiscalmente in territori con addizionali più contenute potrebbe trovare nel proprio cedolino NoiPA un netto superiore.

Addizionali: perché pesano proprio sul personale già in servizio

C’è infine un aspetto che spesso genera confusione quando si confrontano due cedolini.

Le addizionali regionali e comunali non sono una maggiore IRPEF sullo stipendio del mese, ma imposte locali determinate sulla base del reddito e successivamente trattenute dal sostituto d’imposta secondo le modalità previste.

Per i lavoratori dipendenti, infatti, l’addizionale regionale viene determinata e versata attraverso il sostituto d’imposta.

Ecco perché due lavoratori con identica qualifica, stessa fascia stipendiale e stesso lordo possono ricevere netti differenti.

Il punto centrale, dunque, è proprio questo: le tabelle non vogliono indicare quale sarà il netto identico per tutti i lavoratori della scuola, ma mostrare quanto può incidere la fiscalità locale.

A parità di stipendio lordo, un docente o un ATA residente in un territorio con un’imposizione locale vicina al 4% può ritrovarsi con diverse decine di euro in meno ogni mese rispetto a un collega residente in una Regione e in un Comune con aliquote più basse.

Ed è anche per questo che, quando saranno disponibili gli importi NoiPA di settembre, il confronto corretto dovrà essere effettuato sul lordo e sulle singole trattenute, non soltanto sul netto finale.