Nuovi aumenti di stipendio e arretrati in arrivo per oltre 400 mila dipendenti delle Funzioni Locali. Dopo il rinnovo 2022-2024, firmato definitivamente lo scorso 23 febbraio, anche il CCNL 2025-2027 si avvicina alla conclusione dell’iter.
L’ipotesi del nuovo contratto è stata sottoscritta il 21 luglio 2026 e interessa 403.617 dipendenti di Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Camere di commercio e degli altri enti appartenenti al comparto. L’aumento medio indicato per i dipendenti comunali arriva a circa 152 euro lordi mensili, mentre per gli altri enti si colloca intorno ai 140 euro.
Ma quanto arriverà realmente in busta paga? E soprattutto: quanto spetterà di arretrati?
Enti Locali, due rinnovi contrattuali in pochi mesi
La particolarità del 2026 è che i dipendenti degli Enti Locali stanno vedendo gli effetti di due rinnovi contrattuali molto ravvicinati.
Il CCNL Funzioni Locali 2022-2024 è stato sottoscritto definitivamente il 23 febbraio 2026 e ha riconosciuto un incremento retributivo medio mensile lordo di 136,76 euro per tredici mensilità, pari al 5,78% del monte salari 2021. Considerando anche lo 0,22% destinato al trattamento accessorio, l’incremento medio arriva a circa 140 euro mensili.
Pochi mesi dopo, il 21 luglio, è stata raggiunta anche l’ipotesi per il triennio 2025-2027.
Il secondo rinnovo porta un ulteriore incremento medio che, per il personale dei Comuni, arriva a circa 152 euro lordi mensili.
Non significa, però, che tutti i dipendenti riceveranno esattamente questa cifra: l’importo effettivo varia in funzione dell’Area di appartenenza e delle diverse componenti della retribuzione.
Operatori, Istruttori e Funzionari: gli aumenti già arrivati
Per capire da dove si parte è utile guardare agli aumenti stabiliti dal CCNL 2022-2024.
Dal 1° gennaio 2024, gli incrementi mensili del tabellare previsti dal contratto sono differenti a seconda dell’Area:

A questi valori si aggiunge il conglobamento di una parte dell’indennità di comparto nel tabellare. Considerando anche questa operazione, l’incremento complessivo indicato dalla Tabella A del CCNL arriva rispettivamente a 122,48 euro per gli Operatori, 129,06 per gli Operatori esperti, 145,49 per gli Istruttori e 158,48 euro per Funzionari ed EQ.
Attenzione, però: il conglobamento non rappresenta integralmente denaro nuovo, perché una parte deriva appunto dall’indennità di comparto precedentemente corrisposta separatamente.
Nuovo CCNL 2025-2027: altri aumenti in arrivo
Su questi stipendi interviene ora il rinnovo successivo.
L’ipotesi del CCNL 2025-2027 prevede incrementi a regime pari al 5,36% del monte salari 2023, dei quali il 4,99% destinato alla rivalutazione della retribuzione tabellare e lo 0,37% principalmente alla rivalutazione del Fondo risorse decentrate.
Per i dipendenti dei Comuni l’incremento medio complessivo viene indicato in circa 152 euro lordi mensili; negli altri enti del comparto si parla invece di circa 140 euro.
Una parte di queste somme, però, non arriverà come aumento completamente nuovo.
Dal 2025 i dipendenti hanno infatti già percepito l’Indennità di Vacanza Contrattuale, pari allo 0,6% del tabellare dall’aprile 2025 e salita all’1% dal luglio dello stesso anno.
Quando il nuovo contratto sarà applicato, sarà quindi necessario tenere conto delle anticipazioni già corrisposte.
Arretrati: si può superare quota 1.200 euro
Il secondo elemento di interesse riguarda gli arretrati maturati dal 2025.
Le elaborazioni effettuate sull’ipotesi contrattuale, considerando gli importi maturati fino al 31 ottobre 2026, indicano valori che crescono progressivamente in base all’Area di appartenenza.
Le stime pubblicate vanno da circa 974 euro lordi per gli Operatori fino a circa 1.236 euro per Funzionari ed Elevata Qualificazione.
Si tratta di importi lordi e soprattutto di valori calcolati sulla base dell’ipotesi contrattuale: il pagamento effettivo potrà avvenire soltanto dopo la conclusione dell’iter e l’applicazione del contratto da parte delle singole amministrazioni.
Il netto sarà inevitabilmente inferiore per effetto delle ritenute previdenziali e fiscali.
Anche in questo caso, inoltre, occorrerà considerare quanto già percepito a titolo di IVC.
Quando arriveranno aumenti e arretrati
Il CCNL 2025-2027 non è ancora definitivamente applicato.
Dopo l’ipotesi sottoscritta il 21 luglio, nei primi giorni di ottobre è arrivato il via libera del Governo. Il testo deve completare gli ulteriori passaggi previsti, compresa la certificazione della Corte dei conti, prima della sottoscrizione definitiva.
Per questo motivo è prematuro indicare oggi una data certa nella quale tutti i dipendenti troveranno aumenti e arretrati sul cedolino.
Se l’iter procederà senza rallentamenti, la firma definitiva potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Soltanto successivamente le amministrazioni potranno procedere all’applicazione economica del rinnovo.
E qui esiste una differenza importante rispetto ai dipendenti statali amministrati centralmente: non tutti i dipendenti degli Enti Locali ricevono lo stipendio attraverso NoiPA. Tempi e modalità operative possono quindi variare da ente a ente.
Stipendi comunali, il 2026 porta due aumenti consecutivi
Il dato più significativo è dunque la sovrapposizione di due rinnovi.
Il CCNL 2022-2024 ha già modificato gli stipendi tabellari e il contratto 2025-2027 porterà un nuovo incremento una volta completato l’iter.
Per Operatori, Operatori esperti, Istruttori e Funzionari non bisogna però limitarsi a sommare meccanicamente gli aumenti medi annunciati.
Nel cedolino occorrerà distinguere tra nuovo tabellare, IVC già percepita, conglobamento dell’indennità di comparto, trattamento accessorio e arretrati.
Proprio gli arretrati saranno probabilmente la voce che attirerà maggiormente l’attenzione: sulla base delle attuali elaborazioni, possono avvicinarsi ai 1.000 euro lordi già per le qualifiche iniziali e superare i 1.200 euro per Funzionari ed Elevata Qualificazione.
Il prossimo passaggio decisivo sarà quindi la firma definitiva del CCNL Funzioni Locali 2025-2027. Da quel momento si potrà passare dalle stime agli importi effettivamente destinati a entrare nelle buste paga dei dipendenti di Comuni, Regioni e degli altri Enti Locali.




