Nuovi aumenti per docenti e ATA: i sindacati chiedono altre risorse per il contratto scuola 2025-2027. L’obiettivo è rafforzare gli stipendi e recuperare il potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione e dei rincari dei beni di prima necessità degli ultimi mesi.
La richiesta è contenuta nella lettera unitaria del 21 ottobre 2026, indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. A firmarla sono FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF.
Nuovi aumenti oltre quelli del contratto
Al centro dell’iniziativa c’è la necessità di destinare finanziamenti aggiuntivi alla contrattazione nazionale del comparto Istruzione e Ricerca. Per i sindacati, gli incrementi già concordati per il triennio 2025-2027 rappresentano un primo risultato, ma non esauriscono il problema delle retribuzioni.
Nella lettera viene richiamata la sottoscrizione dell’ipotesi della parte economica, avvenuta il 1° aprile 2026. Già in quella occasione, attraverso una dichiarazione allegata all’accordo, le organizzazioni avevano evidenziato la necessità di ulteriori investimenti.
La richiesta riguarda quindi nuove risorse per rafforzare il trattamento economico, oltre ai benefici già riconosciuti. Per docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, l’obiettivo sindacale è ottenere stipendi capaci di reggere meglio l’aumento delle spese quotidiane.
Inflazione, perché i sindacati chiedono altri soldi
Secondo le sei organizzazioni, il prolungato aumento dei prezzi (soprattutto a causa del caro carburanti) continua a ridurre il valore reale degli stipendi. Il problema riguarda soprattutto la capacità delle retribuzioni di sostenere il costo della vita e l’acquisto dei beni essenziali.
Richiamando le ultime rilevazioni Istat, i sindacati chiedono che il confronto prosegua per individuare finanziamenti adeguati all’inflazione reale. La firma del contratto, nella loro posizione, deve dunque essere accompagnata da un ulteriore intervento economico.
C’è anche un secondo obiettivo: ridurre il divario retributivo che, a parità di titolo di studio, separa il personale del comparto dai dipendenti delle altre amministrazioni pubbliche e dai lavoratori di altri Paesi europei.
Risorse nella manovra e incontro urgente
La prossima legge di Bilancio è il passaggio sul quale si concentra la richiesta. Le sigle sollecitano il Governo a prevedere finanziamenti straordinari dedicati al comparto Istruzione e Ricerca, da destinare alla contrattazione collettiva nazionale.
Ai due ministri viene inoltre chiesta la convocazione urgente di un incontro per definire obiettivi e risorse, così da valorizzare il personale e recuperare il potere d’acquisto dei salari.
Quanto potrebbero aumentare gli stipendi? La lettera non indica cifre mensili, percentuali o decorrenze. Per docenti e ATA, quindi, i nuovi aumenti restano una rivendicazione sindacale: occorrono lo stanziamento dei fondi e il successivo confronto contrattuale prima di conoscere gli eventuali effetti concreti sulle singole buste paga.




