Un aiuto diretto per chi ha dovuto fermarsi senza colpa. Dopo settimane di maltempo e attività bloccate, arriva un bonus che può valere fino a 3.000 euro per molti lavoratori. L’INPS ha finalmente chiarito come funziona e quando fare domanda, aprendo la strada ai primi pagamenti. Ma attenzione: non riguarda tutti e ci sono condizioni precise da rispettare.
Vediamole nel dettaglio.
Il messaggio INPS sugli aiuti dopo il maltempo
Con il messaggio n. 1272 del 14 aprile 2026, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per applicare le misure previste dal decreto-legge n. 25/2026 recante interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici di inizio anno.
Il provvedimento riguarda il sostegno al reddito per lavoratori e datori di lavoro colpiti dal ciclone Harry che ha interessato alcune aree del Sud Italia, in particolare Calabria, Sardegna e Sicilia.
A partire dalla metà di gennaio, le forti ondate di maltempo hanno infatti causato interruzioni delle attività lavorative, con conseguenze economiche rilevanti per molte categorie.
Il messaggio INPS chiarisce le modalità per accedere agli aiuti previsti dagli articoli 5 e 6 del decreto, introducendo anche nuove causali per le richieste. L’articolo 5 prevede un’integrazione al reddito per i dipendenti privati. Vediamo nel dettaglio cosa prevede l’articolo 6, comma 1.
L’indennità da 500 euro: a chi spetta davvero
L’articolo 6 di suddetto decreto introduce un’indennità una tantum destinata ai lavoratori che hanno dovuto sospendere l’attività. In particolare, il bonus riguarda:
- collaboratori coordinati e continuativi (inclusi dottorandi, assegnisti e medici in formazione);
- agenti e rappresentanti di commercio;
- lavoratori autonomi e professionisti, compresi titolari di impresa iscritti a forme obbligatorie di previdenza.
Un requisito fondamentale è che l’attività fosse già avviata alla data del 18 gennaio 2026, cioè prima degli eventi meteorologici che hanno causato lo stop.
Quanto si può ottenere e come funziona il calcolo
L’indennità è pari a 500 euro per ciascun periodo di sospensione dell’attività, purché non superiore a 15 giorni.
Si possono sommare più periodi di stop. Tali periodi devono essere già trascorsi e non possono sovrapporsi tra loro. Inoltre, è possibile indicare fino a sei intervalli di sospensione. Per tale motivo, il tetto massimo complessivo è fissato a 3.000 euro per lavoratore.
Un aspetto importante: questa indennità non concorre alla formazione del reddito e non prevede contributi figurativi.
Come e quando fare domanda del bonus all’INPS
Le domande possono essere presentate:
- online, utilizzando le proprie credenziali SPID o CIE o CNS;
- tramite il servizio di Contact Center Multicanale,
- attraverso gli Istituti di patronato.
La finestra per inviare la richiesta va dal 20 aprile 2026 al 20 giugno 2026.
Il lavoratore deve indicare con precisione i periodi di sospensione dell’attività, specificando le date di inizio e fine. È possibile scegliere se inviare una domanda per ogni periodo oppure una domanda unica che includa più intervalli.
Attenzione a non confondere questo bonus con altri aiuti
Questa indennità ha caratteristiche specifiche e non va confusa con altre misure di sostegno. L’intervento previsto dal decreto-legge n. 25/2026 rappresenta una risposta concreta per chi ha subito uno stop forzato al lavoro a causa del maltempo.
Pertanto, non va confuso né con i 500 euro di Supporto Formazione e Lavoro, destinati ai disoccupati tra 18 e 59 anni, né con altri contributi destinati agli autonomi che operano in settori strategici. È un bonus straordinario legato esclusivamente agli eventi meteorologici che hanno colpito alcune regioni e causato la sospensione delle attività e destinato solo ai lavoratori autonomi, ai collaboratori e agli agenti di commercio che in questo modo possono recuperare almeno in parte le perdite subite.
Il consiglio è di verificare subito i requisiti e preparare la domanda nei tempi previsti, così da non perdere l’accesso a questo contributo straordinario.




