Andare in pensione prima con la legge 104 è possibile, ma non nel senso classico del termine. Più che di pensionamento anticipato, si tratta di una vera e propria uscita anticipata dal lavoro grazie a uno strumento specifico: il congedo straordinario previsto dall’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001.
Questo istituto è pensato per chi assiste un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. E può diventare una soluzione concreta per smettere di lavorare fino a due anni prima rispetto ai requisiti pensionistici.
Il “vantaggio” dei 24 mesi coperti
Il punto centrale è proprio questo: il congedo straordinario può durare fino a un massimo di 24 mesi complessivi. Durante questo periodo, il lavoratore non presta attività ma continua a percepire un’indennità pari all’ultima retribuzione, calcolata sulle voci fisse e continuative.
Non solo. Per tutta la durata del congedo vengono accreditati contributi figurativi validi ai fini pensionistici. In questo modo si continua a maturare anzianità contributiva, riducendo o azzerando il “vuoto” tra lavoro e pensione.
Chi può richiederlo davvero
Il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare con disabilità grave, ma la normativa stabilisce un ordine preciso. Prima il coniuge convivente o partner, poi i genitori, quindi i figli conviventi, a seguire fratelli e sorelle e, infine, parenti entro il terzo grado conviventi.
La convivenza è un requisito fondamentale e deve essere mantenuta per tutta la durata del congedo. Restano esclusi autonomi, parasubordinati e altre categorie non dipendenti.
Limiti da conoscere prima di fare domanda
Il congedo ha limiti precisi: i 24 mesi rappresentano un tetto complessivo sia per il lavoratore sia per la persona assistita. Non può essere superato nemmeno alternando più familiari.
Non è possibile utilizzarlo contemporaneamente tra più soggetti e, salvo eccezioni, non è riconosciuto se il familiare è ricoverato a tempo pieno.
Come usarlo per anticipare davvero l’uscita
Chi non ha ancora utilizzato i due anni disponibili può sfruttarli nella fase finale della carriera. In questo modo è possibile lasciare il lavoro prima, continuando però a percepire reddito e contributi, e arrivare alla pensione senza interruzioni.




