Più incentivi per creare lavoro stabile e aiutare chi fatica a trovare un’occupazione. Il nuovo decreto Lavoro 2026 mette sul piatto quasi un miliardo di euro per sostenere le assunzioni, con agevolazioni e bonus mirati soprattutto a giovani, donne e disoccupati di lunga durata. Le misure puntano a ridurre i divari e a rendere più conveniente assumere a tempo indeterminato.
Vediamo le 4 misure principali.
Bonus assunzione donne 2026: sconto totale sui contributi
Tra le novità principali c’è il bonus dedicato alle lavoratrici svantaggiate.
In base all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione sono considerate tali coloro che soddisfano almeno una delle seguenti condizioni:
- non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
- hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni;
- non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o non hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non hanno ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- hanno superato i 50 anni di età;
- è un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
- è occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
- appartengono a una minoranza etnica di uno Stato membro e hanno la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile;
Le aziende che nel 2026 assumono a tempo indeterminato lavoratrici svantaggiate di qualsiasi età e ovunque residenti possono ottenere:
- esonero contributivo del 100%,
- fino a 650 euro al mese per 24 mesi,
- fino a 800 euro al mese nelle aree del Mezzogiorno.
L’incentivo è pensato per favorire l’ingresso o il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro, soprattutto nelle zone con più difficoltà occupazionali.
Giovani under 35: incentivo per le nuove assunzioni
Spazio anche ai giovani con meno di 35 anni. Per le aziende che nel corso del 2026 assumono under 35 il decreto prevede:
- esonero totale dei contributi previdenziali,
- fino a 500 euro al mese per 24 mesi,
- fino a 650 euro nelle aree ZES (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).
L’esonero può essere applicato:
- ai giovani privi da almeno 24 mesi di un impiego regolarmente retribuito,
- oppure privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito,
- e appartenenti a una delle seguenti categorie:
- non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non hanno ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
- si tratta di un adulto che vive solo con una o più persone a carico;
- sono occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
- appartengono a una minoranza etnica di uno Stato membro e hanno la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.
L’obiettivo è spingere le aziende a offrire contratti stabili ai giovani, riducendo il costo del lavoro nei primi anni. Sono esclusi i lavoratori domestici e gli apprendisti.
Bonus stabilizzazione giovani: premiati i contratti trasformati
Non solo nuove assunzioni, ma anche trasformazioni dei contratti già esistenti.
Il bonus stabilizzazione riguarda i contratti a termine attivati tra gennaio e aprile 2026 e trasformati a tempo indeterminato tra agosto e dicembre 2026 per lavoratori under 35 senza precedenti contratti stabili.
Anche in questo caso è previsto:
- un esonero del 100% dei contributi,
- fino a 500 euro al mese per 24 mesi.
Una misura che punta a ridurre il precariato e favorire la continuità lavorativa. Anche in questo caso l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di apprendistato.
Bonus assunzioni ZES: aiuti per il Sud e le piccole imprese
Infine, il decreto introduce un incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno. Il bonus è rivolto:
- ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nelle aree della ZES (Zona Economica Speciale),
- e che nel corso del 2026 assumono over 35 disoccupati da almeno 24 mesi,
- a patto che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi.
Per i datori che rispettano tali condizioni è previsto un esonero contributivo totale fino a 650 euro al mese. Come sopra, restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e i rapporti di apprendistato.
L’obiettivo è sostenere le piccole imprese e rilanciare l’occupazione nelle aree più svantaggiate.
Più incentivi per il lavoro stabile
Con queste quattro misure, il decreto Lavoro 2026 punta a rendere più conveniente assumere e trasformare i contratti a tempo indeterminato.
L’idea è chiara: meno precarietà, più occupazione stabile e maggiore attenzione alle categorie che oggi fanno più fatica a entrare o restare nel mercato del lavoro.




