Maggio è un mese importante per chi percepisce l’Assegno Unico: da un lato si attendono le date di accredito, dall’altro si avvicina la scadenza per aggiornare l’ISEE ed evitare di perdere parte degli importi spettanti. Due aspetti collegati tra loro che possono fare la differenza sul contributo ricevuto.
Le date di pagamento dell’Assegno Unico di maggio
L’Assegno Unico è la prestazione mensile che spetta a chi ha figli a carico fino a 21 anni o, se disabili, senza limiti di età. Per il mese di maggio, l’INPS ha fissato i pagamenti dell’Assegno Unico per:
- mercoledì 20,
- giovedì 21.
Come spesso accade, però, queste date non sono rigide. Negli ultimi mesi si è visto che gli accrediti possono essere anticipati di qualche giorno. Questo significa che già da metà maggio è possibile che le disposizioni di pagamento compaiano nel fascicolo previdenziale e i pagamenti possano partire già dal 18 o dal 19.
Controllare in anticipo consente di avere un’idea più precisa su quando arriveranno i soldi, evitando attese inutili.
Perché l’ISEE è fondamentale per l’importo
L’Assegno Unico non è uguale per tutti: va da un minimo di 29,10 euro a un massimo di 203,80 euro mensili. L’importo varia in base all’età dei figli e alla situazione economica del nucleo familiare, che viene fotografata attraverso l’ISEE.
Senza un ISEE aggiornato, si riceve automaticamente la quota minima prevista. Questo può tradursi in una perdita significativa rispetto a quanto realmente spetterebbe.
Aggiornare l’ISEE, quindi, non è solo una formalità: è il passaggio chiave per ottenere un assegno adeguato al proprio reddito.
La scadenza del 30 giugno per non perdere gli arretrati dell’Assegno Unico
C’è però un dettaglio importante da non sottovalutare. Chi rinnova l’ISEE entro il 30 giugno ha diritto a ricevere anche gli arretrati, cioè le somme non percepite nei mesi precedenti in misura piena.
Superata questa scadenza, invece, si perde il diritto agli arretrati. L’importo dell’Assegno Unico verrà quindi adeguato solo per i mesi successivi a quelli di presentazione dell’ISEE, senza recuperare quanto perso.
È proprio questo il motivo per cui conviene muoversi per tempo.
Cosa fare se non hai ancora aggiornato l’ISEE
Se l’ISEE non è stato ancora rinnovato, questo è il momento giusto per farlo. Alla scadenza infatti mancano poco meno di 2 mesi. Serve:
- raccogliere la documentazione necessaria,
- e rivolgersi a un CAF o a un patronato, che possono assistere nella compilazione e nell’invio della dichiarazione.
Agire ora significa mettere in sicurezza il proprio beneficio ed evitare di lasciare soldi sul tavolo.




