817 Euro per Sei Mesi: INPS Riapre le Domande per il Bonus ISCRO

Da metà giugno l’INPS ha riaperto ufficialmente le domande per l’ISCRO 2026, l’indennità pensata per aiutare i professionisti con partita IVA che hanno subito un forte calo del reddito.

Si tratta di una misura diventata strutturale e che, anche quest’anno, può riconoscere un contributo mensile fino a oltre 800 euro. Tuttavia non tutti possono accedervi e le regole da rispettare sono piuttosto precise. Vediamo quindi chi può fare domanda, quali sono i requisiti richiesti, gli importi spettanti e come presentare la richiesta entro la scadenza fissata dall’INPS.

Domande ISCRO 2026 aperte dal 15 giugno

Con il messaggio INPS n. 1987 del 15 giugno 2026 è stata ufficialmente aperta la finestra per la presentazione delle domande ISCRO relative all’anno 2026. Le richieste possono essere inoltrate fino al 31 ottobre 2026.

L’ISCRO, ossia l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, è una sorta di “cassa integrazione” destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che attraversano un periodo di forte riduzione dei guadagni.

La misura è stata resa permanente dalla legge di Bilancio 2024 dopo la fase sperimentale avviata negli anni precedenti.

Chi può ottenere l’ISCRO nel 2026

L’indennità è riservata ai liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS che esercitano abitualmente attività di lavoro autonomo. Rientrano tra i possibili beneficiari anche i professionisti che operano attraverso studi associati o società semplici e producono redditi da lavoro autonomo.

Per ottenere l’ISCRO nel 2026 devono essere rispettati contemporaneamente diversi requisiti:

  • Partita IVA attiva da almeno tre anni.
  • Forte riduzione del reddito: il reddito prodotto nell’anno precedente la domanda, quindi nel 2025, deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti, cioè nel 2023 e nel 2024.
  • Limite massimo di reddito: per le domande presentate nel 2026 il reddito prodotto nel 2025 non deve superare 12.749,18 euro. Si tratta di una soglia rivalutata annualmente dall’INPS.
  • È necessario essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.
  • Nessuna altra copertura previdenziale obbligatoria: il professionista non deve essere iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie e non deve essere titolare di pensione diretta.
  • Non si deve essere percettori dell’Assegno di Inclusione.

Quanto spetta nel 2026

L’importo dell’ISCRO viene calcolato sulla base dei redditi dichiarati dal professionista. La prestazione corrisponde al 25% della media semestrale dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti rispetto all’anno che precede la domanda.

Per il 2026, con la circolare n. 4 del 28 gennaio, l’INPS ha fissato i seguenti limiti:

  • importo minimo mensile: 255,53 euro;
  • importo massimo mensile: 817,69 euro.

L’indennità viene erogata per sei mensilità consecutive e non comporta accredito di contribuzione figurativa. Inoltre non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali.

Chi non può presentare domanda

Il messaggio INPS chiarisce che l’ISCRO non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno in cui si è iniziato a percepirla. Di conseguenza:

  • chi ha beneficiato dell’ISCRO nel 2024 non può fare domanda nel 2026;
  • chi ha beneficiato dell’ISCRO nel 2025 non può fare domanda nel 2026.

L’esclusione vale anche nel caso in cui il beneficiario sia decaduto dalla prestazione prima di ricevere tutte le sei mensilità previste.

Possono invece presentare domanda:

  • coloro che non hanno mai richiesto l’ISCRO;
  • chi aveva presentato domanda negli anni precedenti ma l’ha vista respinta;
  • chi aveva ottenuto una revoca della prestazione con effetti retroattivi.

La novità del 2026 sull’iscrizione alla Gestione Separata

Una delle novità più importanti riguarda il requisito dell’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Con il messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026 l’Istituto ha precisato che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non impedisce automaticamente l’accesso all’ISCRO se il professionista ha comunque versato regolarmente i contributi dovuti alla Gestione Separata.

In pratica, chi ha assolto gli obblighi contributivi non perde il diritto alla prestazione per il solo fatto di non aver completato correttamente la procedura amministrativa di iscrizione. Resta però necessario regolarizzare la propria posizione.

Come presentare la domanda

La richiesta può essere inoltrata esclusivamente attraverso i canali messi a disposizione dall’INPS. L’accesso avviene tramite:

  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • credenziali eIDAS.

Durante la compilazione della domanda il professionista deve autocertificare i redditi prodotti negli anni richiesti per la verifica dei requisiti economici.

In alternativa è possibile rivolgersi al Contact Center INPS o a un patronato. Come detto sopra, per inviare la domanda c’è tempo fino al 31 ottobre 2026. Dopo tale data non sarà più possibile richiedere l’indennità per quest’anno.