Pensioni: Assegni Più Bassi di 248 Euro Ogni Mese. L’Annuncio INPS sulle Nuove Uscite

Le nuove pensioni liquidate dall’Inps nel 2025 sono in calo e, in molti casi, anche più basse rispetto a quelle già in pagamento. È quanto emerge dal Rendiconto sociale dell’Istituto, che fotografa un sistema previdenziale sempre più caratterizzato da uscite ridotte, requisiti più rigidi e assegni meno generosi per i nuovi pensionati.

Nel corso del 2025 l’Inps ha liquidato 834.658 pensioni previdenziali, circa 27 mila in meno rispetto al 2024 e ben lontane dalle 878.369 registrate nel 2022. Un dato che riflette gli effetti della progressiva stretta sulle misure di pensionamento anticipato e sulle formule di flessibilità introdotte negli anni passati.

Fino a 248 euro in meno per le pensioni dei dipendenti

A preoccupare è soprattutto il valore medio degli assegni riconosciuti ai nuovi pensionati. Per le pensioni di anzianità degli uomini il taglio raggiunge i 148 euro mensili rispetto agli importi medi delle pensioni già in essere.

Il fenomeno riguarda gran parte delle gestioni previdenziali e non solo la gestione FPLD (dipendenti). Un lavoratore dipendente andato in pensione nel 2025 ha ricevuto mediamente 248 euro in meno rispetto alla media delle pensioni già erogate nella stessa gestione. Anche per i dipendenti pubblici la differenza è significativa, con un assegno inferiore di circa 76 euro al mese.

Rimane inoltre molto ampio il divario tra uomini e donne. Nel caso delle pensioni di vecchiaia, l’importo percepito dalle donne risulta inferiore del 45% rispetto a quello degli uomini, confermando una disparità che continua a caratterizzare il sistema previdenziale italiano.

Si va in pensione sempre più tardi

Parallelamente cresce l’età media di pensionamento. Per le donne si passa da 64,4 anni del 2022 a 65,4 anni nel 2025. Per gli uomini l’età media sale da 63,7 a 64,1 anni.

Il calo delle uscite è legato anche al ridimensionamento delle misure di pensionamento anticipato. I beneficiari delle quote, ormai limitate all’ultima versione di Quota 103 con ricalcolo contributivo, sono stati appena 5.643 nel 2025. Per fare un confronto, nel 2021 i pensionati con Quota 100 erano stati 112.982.

Ancora più evidente la frenata di Opzione Donna: dalle 26.427 uscite registrate nel 2022 si è passati a sole 3.860 nel 2025, effetto delle regole più restrittive introdotte negli ultimi anni.

Meno pensionati ma spesa in aumento

Il numero complessivo dei pensionati continua a diminuire. Nel 2025 i titolari di pensione sono scesi a 15,4 milioni, contro i 16,4 milioni dell’anno precedente. Nonostante questo, la spesa pensionistica è aumentata da 320,5 a 325 miliardi di euro, principalmente a causa della rivalutazione degli assegni per effetto dell’inflazione.

Nella relazione di fine mandato, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Roberto Ghiselli, ha lanciato un messaggio chiaro: il sistema previdenziale ha bisogno di stabilità. Secondo Ghiselli, dopo anni di quote, deroghe e misure sperimentali, è necessario costruire regole certe e durature che consentano ai lavoratori di programmare con maggiore sicurezza il proprio futuro pensionistico.