“Solo 68 Euro Netti al Mese, Non 100”: nel Mirino gli Aumenti del Nuovo Contratto Polizia 2025-2027

Sulla carta il nuovo contratto della Polizia di Stato e del comparto Sicurezza e Difesa porta aumenti di stipendio e arretrati. Nella pratica, però, secondo alcuni sindacati le cifre che arriveranno davvero in busta paga saranno molto più basse rispetto a quelle annunciate dal Governo.

È questo il nodo della polemica scoppiata dopo la firma del rinnovo del contratto 2025-2027. Se da un lato l’esecutivo parla di un accordo che valorizza il personale delle forze dell’ordine, dall’altro il sindacato Silp Cgil sostiene che gli incrementi netti non consentono nemmeno di recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi anni a causa dell’inflazione.

Cosa prevede il nuovo contratto di Polizia 2025-2027

Il rinnovo del contratto del comparto Sicurezza e Difesa è stato sottoscritto il 15 luglio 2026 a Palazzo Vidoni dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali. L’accordo riguarda il triennio 2025-2027 e introduce aumenti degli stipendi, nuovi importi per alcune indennità e il pagamento degli arretrati maturati dall’inizio del periodo contrattuale.

Secondo quanto comunicato dal Governo, gli aumenti a regime possono arrivare fino a circa 188 euro lordi mensili per alcune qualifiche, mentre gli arretrati potranno raggiungere oltre 2.200 euro, variando in base al ruolo ricoperto e all’anzianità di servizio.

Per il Governo si tratta di un intervento importante per valorizzare il lavoro delle forze di polizia e del personale militare. Ma i i sindacati non sono dello stesso avviso.

Perché il Silp Cgil contesta le cifre

La lettura del Silp Cgil è molto diversa. Secondo il sindacato, le cifre diffuse nelle comunicazioni ufficiali fanno riferimento agli importi lordi, mentre ciò che interessa davvero ai lavoratori è quanto rimane in busta paga dopo il pagamento di contributi e imposte.

Il segretario nazionale Pietro Colapietro parla apertamente di un accordo insufficiente e spiega che la firma è arrivata soprattutto per evitare l’esclusione dai futuri tavoli di contrattazione. “Il nostro giudizio su questo accordo rimane di totale condanna”, afferma Colapietro.

Il sindacato sottolinea infatti che restare al tavolo negoziale sarà fondamentale, soprattutto in vista dell’apertura del confronto sulla previdenza integrativa prevista nei prossimi mesi.

I conti del sindacato: quanto resta davvero in busta paga

Per spiegare la propria posizione, il Silp Cgil ha elaborato alcuni esempi pratici.

Prendendo come riferimento un agente di Polizia, cioè la qualifica numericamente più diffusa, l’aumento previsto dal contratto è pari a circa 145,50 euro lordi al mese. Secondo i calcoli del sindacato, però, una volta sottratti:

  • i contributi previdenziali;
  • l’Irpef;
  • le addizionali regionali e comunali;

l’incremento effettivo scenderebbe a circa 68 euro netti al mese.

Anche per le qualifiche superiori, sostiene il Silp Cgil, gli aumenti reali sarebbero inferiori a quanto lasciato intendere. Gli esempi forniti dal sindacato indicano infatti circa:

  • 83 euro netti per un sovrintendente;
  • 89 euro netti per un ispettore;
  • circa 99 euro netti per un commissario.

Secondo il sindacato, quindi, nella maggior parte dei casi non si arriverebbe ai 100 euro netti mensili indicati nelle comunicazioni del Governo.

Nuovo contratto Polizia, “Così non si recupera l’inflazione”

La critica non riguarda soltanto l’importo degli aumenti. Per il Silp Cgil il nuovo contratto non consente di recuperare la perdita di potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni.

Il sindacato evidenzia che, nel triennio 2025-2027, gli aumenti corrisponderebbero a un incremento di circa il 4,6%, mentre l’inflazione stimata è pari almeno al 6,3%. “Che si aggiungono a quanto si è già perso nel triennio precedente, quando i lavoratori della polizia, a fronte di un’inflazione reale del 17%, hanno ottenuto un aumento del 5,7%“. Questo significherebbe, secondo i calcoli della sigla sindacale, una perdita di circa 300 euro l’anno.

In pratica, nemmeno nel precedente rinnovo contrattuale l’aumento riconosciuto avrebbe compensato l’impennata del costo della vita registrata nello stesso periodo.

Nel mirino anche gli straordinari

Un altro punto contestato riguarda il compenso per il lavoro straordinario. Secondo il Silp Cgil, gli incrementi previsti sono troppo contenuti.

“La presidente del Consiglio aveva promesso una revisione. Il risultato? Un aumento medio inferiore ai 90 centesimi lordi l’ora per lo straordinario feriale. È offensivo“, dichiara Colapietro.

Il sindacato critica anche il fatto che continui a essere possibile liquidare le ore di straordinario anche a distanza di due anni dalla loro effettiva prestazione.

Il confronto tra Governo e sindacati della Polizia continua

La firma del contratto non chiude quindi il confronto. Da una parte il Governo rivendica un rinnovo che porta aumenti, arretrati e nuovi investimenti per il personale del comparto Sicurezza e Difesa.

Dall’altra, una parte delle organizzazioni sindacali ritiene che gli incrementi effettivi siano molto più bassi di quelli annunciati e non siano sufficienti a compensare gli effetti dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

Proprio per questo il dibattito resta aperto e potrebbe proseguire nei prossimi mesi, anche in occasione dei tavoli già annunciati sulla previdenza integrativa (da tenersi entro 90 giorni dalla firma) e sulle future condizioni economiche del personale delle forze di polizia.