Per molti metalmeccanici il rientro dalle ferie di agosto potrebbe coincidere con nuove settimane di incertezza. In diversi comparti industriali sono infatti ancora aperti tavoli di crisi, trattative con il Governo e confronti tra aziende e sindacati che potrebbero tradursi, in alcuni casi, nel ricorso alla cassa integrazione o nella proroga degli ammortizzatori sociali.
È importante precisare che non si tratta degli unici lavoratori a rischio. Il rallentamento della produzione interessa infatti numerose realtà della manifattura italiana e la situazione varia da azienda ad azienda. Tuttavia, alcuni comparti appaiono oggi più esposti di altri.
Automotive e componentistica restano gli osservati speciali
Il settore che continua a destare le maggiori preoccupazioni è quello dell’automotive. La flessione del mercato europeo dell’auto, unita alla transizione verso l’elettrificazione, continua a pesare sui volumi produttivi sia delle case automobilistiche sia delle aziende dell’indotto.
Tra le situazioni più monitorate c’è quella di Stellantis, dove in alcuni stabilimenti sono già stati utilizzati contratti di solidarietà e altri ammortizzatori sociali. A Termoli, ad esempio, il contratto di solidarietà in corso scade alla fine di agosto e il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali sarà determinante per capire quale sarà lo scenario del rientro.
Elettrodomestici e acciaio attendono risposte
Un altro dossier particolarmente delicato riguarda Electrolux, dove proseguono le trattative tra Governo, azienda e sindacati per individuare una soluzione industriale che consenta di salvaguardare l’occupazione. L’esito del confronto potrebbe incidere direttamente sulla gestione degli ammortizzatori sociali nei prossimi mesi.
Resta sotto osservazione anche il comparto della siderurgia. Le vicende legate all’ex Ilva e ad altre realtà del settore continuano infatti ad alimentare l’incertezza occupazionale, con le organizzazioni sindacali che chiedono interventi strutturali per garantire continuità produttiva e occupazionale.
Non sono gli unici lavoratori coinvolti
Le criticità, però, non riguardano esclusivamente questi grandi gruppi industriali. In diverse aree del Paese anche numerose piccole e medie aziende metalmeccaniche stanno affrontando una riduzione degli ordinativi e un rallentamento della produzione.
È il caso, ad esempio, di alcune imprese del Friuli Venezia Giulia, dove sono già attivi ammortizzatori sociali in numerose aziende del settore. Situazioni analoghe vengono segnalate anche in altri distretti manifatturieri italiani, a conferma di un quadro che interessa l’intera filiera metalmeccanica.
Secondo il più recente Report sulle crisi industriali della FIM-CISL, sono circa 115.000 i metalmeccanici coinvolti in situazioni di crisi aziendale. Per questo motivo il rientro dalle ferie di agosto rappresenterà un passaggio decisivo: in molte aziende sarà proprio nelle prime settimane di settembre che verranno definite le decisioni su eventuali proroghe della cassa integrazione, nuovi contratti di solidarietà o, al contrario, sulla ripresa dell’attività produttiva.




