Scuola, Niente Arretrati per Chi Ha l’Assegno Riassorbibile: da Settembre Scatta anche il Debito

L’applicazione del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 non produrrà gli stessi effetti economici per tutti i dipendenti della Scuola. Per il personale che percepisce un assegno personale riassorbibile, infatti, l’aumento dello stipendio previsto dal nuovo contratto sarà accompagnato dalla contestuale riduzione dell’assegno.

Il risultato è particolarmente importante: questi lavoratori non matureranno di fatto gli arretrati contrattuali nella stessa misura degli altri dipendenti e, in alcuni casi, si troveranno addirittura con un debito da restituire a partire dalla rata di settembre 2026.

Il debito deriva dall’indennità di vacanza contrattuale, IVC, codice assegno 129, corrisposta da aprile 2025 a luglio 2026 e non riassorbita automaticamente durante l’applicazione del nuovo CCNL.

La somma dovuta sarà recuperata in tre rate.

Assegno Riassorbibile: perché l’Aumento non si aggiunge allo Stipendio

Il problema riguarda il personale della Scuola che percepisce un assegno personale riassorbibile.

La caratteristica di questa voce stipendiale è contenuta nel nome stesso: quando interviene un aumento della retribuzione tabellare, l’assegno personale viene progressivamente ridotto fino al suo eventuale completo assorbimento.

In altre parole, lo stipendio tabellare aumenta, ma contemporaneamente diminuisce l’assegno riassorbibile.

Per esempio, se un dipendente percepisce un assegno riassorbibile di 150 euro e il nuovo contratto determina un incremento stipendiale di 100 euro, quei 100 euro non si aggiungono integralmente alla retribuzione complessiva. L’assegno personale viene infatti ridotto in misura corrispondente.

L’effetto economico netto può quindi essere nullo o molto più contenuto rispetto a quello percepito dagli altri lavoratori.

Niente Arretrati del CCNL per il Personale interessato

La stessa regola incide anche sugli arretrati del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027.

Gli aumenti contrattuali hanno decorrenza retroattiva e, normalmente, producono differenze stipendiali da liquidare al personale per i mesi precedenti all’applicazione materiale del contratto.

Per chi percepisce un assegno riassorbibile, però, le maggiori somme derivanti dal nuovo stipendio devono essere confrontate con l’importo dell’assegno che avrebbe dovuto essere contestualmente ridotto.

Di conseguenza, l’aumento contrattuale retroattivo viene assorbito dall’assegno personale.

Per questa categoria di dipendenti non si genera quindi il normale arretrato che sarà invece riconosciuto al personale privo di assegni riassorbibili.

La situazione può essere riassunta in modo molto semplice:

aumenta lo stipendio contrattuale, ma diminuisce contemporaneamente l’assegno personale riassorbibile.

IVC percepita da Aprile 2025 a Luglio 2026

C’è però un ulteriore elemento che produce un effetto ancora più evidente sul cedolino.

Nel periodo compreso tra aprile 2025 e luglio 2026 il personale ha percepito l’indennità di vacanza contrattuale, identificata negli stipendi con il codice assegno 129.

Questa indennità costituisce un’anticipazione degli incrementi economici collegati al rinnovo contrattuale.

Per il personale con assegno riassorbibile, anche l’IVC avrebbe dovuto determinare una corrispondente riduzione dell’assegno personale.

Il riassorbimento, tuttavia, non è stato effettuato automaticamente.

Questo ha determinato la corresponsione di una somma maggiore rispetto a quella effettivamente spettante una volta applicato correttamente il meccanismo di riassorbimento.

Da qui nasce il debito che sarà ora recuperato dall’Amministrazione.

Da Settembre 2026 Debito recuperato in Tre Rate

Il recupero partirà dalla rata stipendiale di settembre 2026.

Gli interessati non subiranno comunque la trattenuta dell’intero importo in un’unica soluzione: il debito derivante dall’IVC non riassorbita sarà infatti suddiviso in tre rate.

Il personale interessato potrebbe quindi trovarsi in una situazione apparentemente paradossale.

Da una parte entra in vigore il nuovo stipendio previsto dal CCNL 2025-2027; dall’altra l’assegno personale si riduce e, contemporaneamente, viene recuperata una parte dell’IVC precedentemente percepita.

Il netto in busta paga potrebbe quindi non aumentare come atteso e, nelle mensilità interessate dal recupero, potrebbe addirittura risultare penalizzato dalla trattenuta.

Cosa Vedranno i Dipendenti sul Cedolino NoiPA

I cedolini dei prossimi mesi dovranno quindi essere letti con particolare attenzione.

Per il personale titolare di un assegno riassorbibile sarà necessario distinguere almeno tre operazioni:

  1. aumento dello stipendio tabellare previsto dal nuovo CCNL;
  2. riduzione dell’assegno personale riassorbibile;
  3. recupero dell’IVC percepita in eccedenza da aprile 2025 a luglio 2026.

È proprio la combinazione di queste tre operazioni a spiegare perché alcuni dipendenti della Scuola, pur in presenza di un rinnovo contrattuale con aumenti stipendiali, non riceveranno arretrati e avranno invece una somma da restituire.

Prospetto riepilogativo