Assegno Unico, Settembre Porta Novità: Cambia l’Importo per Queste Famiglie

Settembre porta con sé un ritorno alla normalità per milioni di famiglie, ma per alcune può cambiare anche la situazione legata all’Assegno Unico. Il motivo è soprattutto il nuovo anno scolastico e universitario, che può modificare la condizione dei figli maggiorenni, ma non solo.

Anche il rientro al lavoro di un genitore, per esempio dopo la pausa estiva, può avere conseguenze sull’importo. Sono quindi diverse le situazioni da controllare quando arriva settembre. Vediamole.

Assegno Unico, cosa può cambiare a settembre

L’importo dell’Assegno Unico dipende da diversi elementi: ISEE, età e numero dei figli, condizioni di disabilità e presenza di alcune maggiorazioni.

Per questo una variazione nella situazione familiare può riflettersi sulla prestazione.

Settembre è un mese particolarmente importante perché coincide con l’inizio del nuovo anno scolastico e con la ripresa delle attività universitarie. Fatti che possono avere ripercussioni anche sull’Assegno Unico.

Figlio over 18 ha l’Assegno Unico in questi casi

Il compimento dei 18 anni non significa automaticamente perdere l’Assegno Unico. Per i figli maggiorenni il beneficio può continuare fino al compimento dei 21 anni, ma devono essere rispettate determinate condizioni.

Il figlio deve, in particolare:

  • frequentare un corso di formazione scolastica o professionale oppure un corso di laurea;
  • svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • essere registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolgere il servizio civile universale.

Questo significa che una famiglia non perde automaticamente l’Assegno Unico quando il figlio diventa maggiorenne. Lo perde se il figlio maggiorenne non continua gli studi e non rientra in nessuna delle altre condizioni previste. In quel caso può venire meno il diritto all’Assegno Unico per quel figlio.

Figlio che si iscrive all’università: il beneficio resta

È uno dei casi più importanti da considerare a settembre. Un figlio che ha compiuto 18 anni e si iscrive all’università può continuare a percepire l’Assegno Unico fino ai 21 anni, purché siano rispettate le condizioni previste per i figli maggiorenni.

L’iscrizione a un corso di laurea rientra infatti espressamente tra le situazioni che consentono di mantenere il beneficio. Così come frequentare un corso di formazione scolastica o professionale o svolgere un tirocinio.

Per questo, per una famiglia con un figlio che passa dalla scuola superiore all’università, settembre non significa necessariamente una riduzione o una perdita dell’assegno.

A settembre può cambiare anche la maggiorazione per i genitori che lavorano

Un’altra situazione da tenere d’occhio riguarda i genitori entrambi lavoratori.

L’Assegno Unico prevede infatti una maggiorazione quando entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro. L’importo varia in funzione dell’ISEE e si riduce all’aumentare dell’indicatore.

Il caso può diventare particolarmente interessante a settembre per le famiglie in cui un genitore riprende a lavorare con l’inizio dell’anno scolastico, come può accadere, ad esempio, agli insegnanti. Se entrambi i genitori risultano lavoratori e ci sono i requisiti previsti, può quindi spettare la relativa maggiorazione.

Tale maggiorazione non è legata a una specifica categoria professionale e può interessare qualsiasi tipo di attività che viene trovata per la prima volta o dopo un periodo di stop.

Assegno unico, cosa controllare a settembre

Per le famiglie, quindi, il consiglio è controllare soprattutto le situazioni che cambiano con l’inizio del nuovo anno scolastico. Quindi:

  • Figlio maggiorenne che si iscrive all’università? Il diritto all’Assegno unico può continuare.
  • Genitore che torna al lavoro, anche come insegnante? Può entrare in gioco la maggiorazione prevista per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori, se ricorrono le condizioni.
  • Figlio che interrompe gli studi o cambia condizione? Potrebbe invece cambiare il diritto alla prestazione.

La domanda dell’Assegno Unico già accolta, in generale, continua senza dover essere ripresentata ogni anno, ma le variazioni della situazione familiare devono essere aggiornate e comunicate all’INPS quando incidono sui requisiti o sull’importo.