Ferie più favorevoli per chi entra nella Pubblica Amministrazione e una tutela economica in più per chi lavora a turni.
Sono due delle novità contenute nell’ipotesi di CCNL Funzioni Locali 2025-2027, sottoscritta il 21 luglio 2026 da ARAN con FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA, interessa oltre 403.000 dipendenti di Comuni, Regioni, Province, Camere di Commercio e altri enti del comparto.
Neoassunti, non bisogna più aspettare 3 anni per avere tutte le ferie
Finora chi entrava per la prima volta nella Pubblica Amministrazione partiva con un numero di ferie inferiore rispetto ai colleghi con maggiore anzianità.
Con una settimana lavorativa su 5 giorni, il neoassunto aveva in genere 26 giorni di ferie, mentre il trattamento ordinario arrivava a 28. Con una settimana su 6 giorni si passava invece da 30 a 32 giorni.
La nuova ipotesi di CCNL elimina questa differenza.
In pratica, il dipendente appena assunto potrà avere da subito lo stesso numero di ferie riconosciuto agli altri lavoratori, senza dover attendere il completamento dei primi tre anni di servizio.
Per chi entra oggi in un Comune, una Regione o una Provincia significa quindi poter contare fin dall’inizio su più giorni di riposo durante l’anno.
Chi lavora a turni può perdere meno soldi quando va in ferie
La seconda novità riguarda la retribuzione.
Molti dipendenti degli Enti Locali non ricevono soltanto lo stipendio base. In busta paga possono comparire anche indennità di turno, di servizio esterno o per particolari condizioni di lavoro.
Il problema nasce quando il dipendente va in ferie: alcune di queste somme dipendono infatti dall’attività effettivamente svolta e possono quindi ridursi nei periodi di assenza.
Il nuovo CCNL introduce una tutela specifica. Chi percepisce stabilmente queste indennità potrà ricevere un importo giornaliero anche durante le ferie, calcolato tenendo conto di quanto percepito nell’anno precedente.
Questo non significa che durante le ferie arriverà automaticamente la stessa somma percepita lavorando, ma che il contratto cerca di limitare la perdita economica per chi riceve abitualmente una parte importante dello stipendio attraverso queste voci.
La misura non riguarda soltanto i turnisti
La novità può interessare più categorie di lavoratori.
Oltre a chi lavora su turni, possono rientrare anche i dipendenti che percepiscono stabilmente l’indennità di servizio esterno oppure quella collegata a particolari condizioni di lavoro.
Per capire se il beneficio spetta, quindi, non basta verificare se il dipendente lavora a turni: bisogna guardare anche quali indennità riceve normalmente in busta paga e con quale continuità.
Non si tratta, in ogni caso, di un aumento generalizzato per tutti i dipendenti degli Enti Locali.
Un esempio pratico
Un agente o un dipendente che durante l’anno lavora regolarmente su turni e riceve la relativa indennità potrebbe vedere una parte di quella componente economica riconosciuta anche nei giorni in cui utilizza le ferie, secondo i criteri previsti dal nuovo contratto.
Diverso il caso di chi percepisce un’indennità soltanto occasionalmente: il meccanismo punta infatti a tutelare soprattutto le voci che il lavoratore riceve in modo stabile nel corso dell’anno.
È proprio questo il senso della modifica: rendere la busta paga durante le ferie più vicina alla retribuzione che il dipendente percepisce normalmente.




