Numeri pesantissimi arrivano dalla campagna straordinaria di controllo condotta dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro nel settore turistico. Tra giugno e luglio sono state ispezionate 785 aziende e in 486 sono state riscontrate irregolarità: oltre 6 imprese su 10 tra quelle selezionate per i controlli. Lo riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola oggi.
Nel mirino sono finiti ristoranti, bar, alberghi, resort, villaggi turistici, campeggi, stabilimenti balneari, piscine e parchi acquatici. Complessivamente, su 3.825 lavoratori controllati, 751 posizioni sono risultate irregolari.
Va precisato che le aziende non costituiscono un campione casuale: sono state individuate attraverso indici di anomalia ricavati dall’analisi delle banche dati, concentrando quindi le verifiche sulle realtà considerate maggiormente a rischio.
198 lavoratori completamente in nero
Tra le 751 posizioni problematiche, i Carabinieri hanno individuato 553 casi di lavoro irregolare e 198 lavoratori completamente in nero. Questi ultimi rappresentano più del 26% del totale delle posizioni non conformi.
Sono emersi inoltre 167 lavoratori extracomunitari con posizioni irregolari e 26 minori impiegati in violazione delle norme che ne disciplinano il lavoro.
Il bilancio dei controlli è particolarmente severo anche per le aziende: 157 attività sono state sospese. In 88 casi il provvedimento è scattato per l’utilizzo di lavoratori in nero, in 50 per gravi violazioni in materia di sicurezza e in altri 19 per la contemporanea presenza delle due condizioni.
Complessivamente 423 persone sono state denunciate all’Autorità giudiziaria, mentre sanzioni e ammende hanno raggiunto circa 3,5 milioni di euro.
Sicurezza, contestate 395 violazioni
Il problema non riguarda soltanto contratti e assunzioni. Le verifiche hanno fatto emergere 395 violazioni del decreto legislativo 81/2008 sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Tra le criticità figurano carenze nella formazione dei dipendenti, nella sorveglianza sanitaria e nella predisposizione del Documento di valutazione dei rischi. Per ogni violazione è stata impartita una prescrizione finalizzata al ripristino delle condizioni previste dalla legge.
Negli hotel spunta il lavoro a cottimo
Un’altra zona d’ombra riguarda le addette alle camere degli alberghi, spesso dipendenti di cooperative esterne. In diversi casi il contratto formalmente esiste, frequentemente quello multiservizi, ma le condizioni effettive possono essere molto diverse.
Le paghe lorde indicate oscillano tra 5 e 7 euro, con rapporti part-time che possono nascondere molte più ore di lavoro. Per raggiungere 1.100-1.200 euro mensili, alcune lavoratrici arriverebbero ad accumulare almeno 20 ore di straordinario alla settimana.
Una fotografia che mostra come l’irregolarità possa assumere forme diverse: dal lavoro completamente nero fino a rapporti formalmente contrattualizzati nei quali orari e prestazioni reali non corrispondono a quanto dichiarato sulla carta.




