Arretrati Scuola, Visibile il Secondo Cedolino NoiPA: la Verità su Importi e Controlli [FOTO]

La lunga attesa è terminata. Sono usciti i cedolini NoiPA relativi agli arretrati del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 e docenti e personale ATA possono finalmente verificare nel dettaglio le somme elaborate.

Si tratta di un cedolino separato rispetto allo stipendio ordinario di agosto, il secondo, nel quale erano già diventati visibili i nuovi importi stipendiali derivanti dal contratto firmato definitivamente lo scorso 1° luglio.

Adesso, invece, è possibile vedere nero su bianco gli arretrati contrattuali, il lordo riconosciuto, la tassazione applicata e soprattutto il netto che sarà effettivamente pagato.

Abbiamo visionato uno dei primi cedolini disponibili, relativo a un collaboratore scolastico: 623,65 euro lordi diventano 480,21 euro netti. È naturalmente un caso individuale, utile soprattutto per capire come leggere il nuovo documento.

Cedolino separato: gli arretrati sono finalmente visibili

La prima conferma riguarda la modalità con cui NoiPA ha gestito l’operazione.

Gli arretrati non sono stati inglobati nello stipendio ordinario, ma compaiono in un cedolino distinto, il cui importo sarà accreditato lunedì 24 agosto 2026. La data di accredito è certa (e non presunta) in quanto indicata ufficialmente dal portale NoiPA.

Nel documento sono chiaramente presenti le voci riferite al:

“CCNL COMP ISTRUZ. E RICERCA 2025/2027”.

Questo permette di distinguere immediatamente le somme contrattuali dalle normali competenze mensili.

Per i lavoratori diventa quindi molto più semplice verificare quanto è stato effettivamente riconosciuto dal sistema.

Un primo cedolino: 623,65 euro lordi e 480,21 netti

Il cedolino che abbiamo potuto visionare appartiene, come detto, a un collaboratore scolastico e contiene due distinte competenze relative al nuovo contratto.

La prima è pari a 282,05 euro, la seconda a 341,60 euro.

Complessivamente:

282,05 + 341,60 = 623,65 euro lordi.

Le ritenute fiscali ammontano invece complessivamente a 143,44 euro.

Il pagamento netto risulta quindi pari a:

623,65 – 143,44 = 480,21 euro.

Questo importo non rappresenta naturalmente ciò che riceveranno tutti i collaboratori scolastici, né tantomeno tutti i docenti e ATA. È semplicemente un primo esempio concreto dell’elaborazione effettuata da NoiPA.

La tassazione degli arretrati è visibile nel dettaglio

Particolarmente interessante è la sezione fiscale.

Sulla competenza di 341,60 euro risultano 78,57 euro di IRPEF, mentre sui 282,05 euro la trattenuta è di 64,87 euro.

In entrambi i casi l’aliquota riportata è del 23%.

Nel documento compare però una distinzione: una componente viene indicata con IRPEF ad aliquota massima, l’altra con IRPEF ad aliquota media.

Nel caso che abbiamo visionato le due percentuali coincidono, ma il dettaglio è importante perché dimostra come NoiPA abbia gestito separatamente le diverse componenti dell’arretrato.

Ed è proprio il cedolino, più che il semplice importo del pagamento, che permette adesso al dipendente di capire come si è formato il netto.

Gli importi possono non coincidere con le tabelle

L’uscita dei cedolini consente anche di chiarire definitivamente un equivoco delle ultime settimane.

Le tabelle degli arretrati circolate in rete rappresentano simulazioni costruite su situazioni standard. Non possono tenere conto della storia stipendiale di ogni singolo dipendente.

NoiPA, invece, effettua il calcolo sulla posizione effettiva.

Possono quindi incidere part-time, aspettative, scioperi, riduzioni stipendiali, sospensioni dal servizio, variazioni della fascia economica e altri eventi intervenuti durante il periodo interessato dal contratto.

In alcuni casi possono esserci anche somme aggiuntive. Chi ha percepito, ad esempio, ore eccedenti collegate ai valori della retribuzione può trovare ulteriori differenze derivanti dall’aggiornamento contrattuale.

Anche l’adesione al Fondo Espero può incidere sul risultato finale attraverso la contribuzione prevista sulla retribuzione utile.

Una differenza rispetto alla tabella, dunque, non significa automaticamente che NoiPA abbia sbagliato il calcolo.

Adesso il controllo va fatto sul cedolino

Da oggi cambia quindi anche il tipo di verifica che deve fare il lavoratore.

Non bisogna limitarsi a chiedersi se l’importo ricevuto coincida con quello letto in una simulazione.

Occorre controllare fascia stipendiale, periodo preso in considerazione, singole competenze, eventuali variazioni del rapporto di lavoro e tassazione applicata.

Solo in presenza di una reale incongruenza tra la propria posizione e le voci riportate nel documento può avere senso approfondire la situazione.

Il semplice fatto di avere ricevuto più o meno di un collega non costituisce, da solo, la prova di un errore.

L’uscita dei cedolini rappresenta dunque l’ultimo tassello dell’operazione arretrati del nuovo contratto della Scuola.