Con l’applicazione del nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, firmato definitivamente il 1° luglio 2026, cambia anche il cedolino di docenti e personale ATA. Da settembre 2026 scompare l’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) collegata al rinnovo appena concluso.
Non si tratta, però, di una perdita economica. L’IVC è per sua natura un’anticipazione degli aumenti contrattuali e, una volta applicato il nuovo contratto, viene assorbita nei nuovi valori dello stipendio tabellare. Lo stesso CCNL stabilisce espressamente che gli incrementi sono comprensivi dell’anticipazione già corrisposta.
Ma la storia dell’IVC potrebbe ricominciare già nel 2028. Se il successivo CCNL 2028-2030 non venisse rinnovato tempestivamente, dal mese di aprile potrebbe infatti tornare nel cedolino una nuova anticipazione contrattuale.
Cos’è l’Indennità di Vacanza Contrattuale
L’IVC nasce per garantire ai dipendenti pubblici una copertura economica provvisoria durante l’attesa del rinnovo del contratto.
Per il triennio 2025-2027 la Legge di Bilancio 2025 ha previsto un’anticipazione calcolata sullo stipendio tabellare nella misura dello 0,6% dal 1° aprile al 30 giugno 2025, salita all’1% dal 1° luglio 2025.
Questo significa che quelle somme non rappresentavano un aumento aggiuntivo rispetto al contratto futuro.
Erano, in sostanza, una parte dell’aumento contrattuale pagata in anticipo.
Ed è proprio questo il motivo per cui, al momento della liquidazione degli arretrati del nuovo CCNL, NoiPA ha dovuto tenere conto dell’IVC già percepita.
Da settembre 2026 la voce scompare dal cedolino della Scuola
Con la firma definitiva del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, avvenuta il 1° luglio, l’attesa contrattuale si è conclusa.
Gli aumenti previsti dal contratto sono stati applicati allo stipendio e l’anticipazione non ha più ragione di essere esposta come voce autonoma.
Il contratto lo chiarisce all’articolo 4: gli incrementi dello stipendio tabellare devono intendersi comprensivi dell’anticipazione prevista dall’articolo 47-bis del decreto legislativo 165/2001, corrisposta in applicazione della Legge di Bilancio 2025.
Di conseguenza, dal cedolino di settembre 2026 l’IVC 2025-2027 scompare come voce autonoma.
Il lavoratore non perde quindi l’importo: quella somma è ormai confluita nel trattamento economico determinato dal nuovo contratto.
Il prossimo appuntamento potrebbe essere aprile 2028
A questo punto bisogna già guardare al contratto successivo.
Il CCNL appena sottoscritto riguarda il periodo 1° gennaio 2025-31 dicembre 2027.
Dal 1° gennaio 2028 inizierà quindi il nuovo triennio contrattuale 2028-2030.
Qualora il nuovo CCNL non fosse sottoscritto entro la scadenza del precedente contratto, potrebbe nuovamente entrare in gioco il meccanismo dell’Indennità di Vacanza Contrattuale.
Seguendo il meccanismo previsto per il rinnovo attuale, da aprile 2028 potrebbe quindi comparire una nuova IVC, quale anticipazione degli aumenti del CCNL 2028-2030.
Va fatta però una precisazione importante: oggi non possiamo ancora conoscere né dare per certa la misura della futura IVC 2028, perché dovrà essere determinata dalla disciplina applicabile al prossimo rinnovo. Il precedente dello 0,6% e dell’1% riguarda specificamente il triennio 2025-2027.
Il Governo ha già stanziato i soldi per il CCNL 2028-2030
Ed è qui che emerge la vera novità rispetto al passato.
La Legge di Bilancio 2025 non ha stanziato risorse soltanto per il rinnovo 2025-2027. Il Governo ha già previsto nel bilancio dello Stato anche le somme destinate alla contrattazione collettiva del triennio 2028-2030.
Gli stanziamenti sono pari a:
- 1,954 miliardi di euro nel 2028;
- 4,027 miliardi nel 2029;
- 6,112 miliardi di euro annui dal 2030.
Lo prevede espressamente l’articolo 1, comma 131, della Legge 207/2024.
È un elemento importante perché le risorse economiche per il prossimo ciclo contrattuale sono state programmate prima ancora dell’inizio del triennio 2028-2030.
L’obiettivo dichiarato è proprio quello di ridurre i lunghissimi ritardi che storicamente hanno caratterizzato i rinnovi dei contratti del pubblico impiego.
Dal 2027 un altro aumento è già previsto
Prima ancora di parlare del prossimo contratto, bisogna ricordare che il CCNL 2025-2027 non ha ancora esaurito i suoi effetti.
Le tabelle firmate il 1° luglio prevedono infatti nuovi valori stipendiali dal 1° gennaio 2027.
Per la scuola aumenteranno nuovamente gli stipendi tabellari e saranno rideterminati anche alcuni istituti economici. Per i docenti, ad esempio, dal 2027 aumenta ulteriormente la Retribuzione Professionale Docenti (RPD).
La sequenza economica per docenti e ATA diventa quindi piuttosto interessante: applicazione degli aumenti del CCNL nel 2026, ulteriore incremento previsto dalle tabelle nel 2027 e, dal 2028, apertura del nuovo ciclo contrattuale.
Se il CCNL 2028-2030 dovesse tardare, potrebbe quindi riaprirsi il capitolo dell’IVC.
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