Riscatto Laurea Docenti e ATA: Significa Andare in Pensione a 63 Anni?

Pensione

Riscattare quattro anni di laurea significa automaticamente andare in pensione quattro anni prima? È probabilmente la domanda principale che si pongono docenti e personale ATA quando valutano se trasformare gli anni trascorsi all’università in contribuzione utile ai fini pensionistici.

La risposta è: non necessariamente. Per capire cosa succede bisogna immaginare che, ai fini della pensione, funzionino contemporaneamente due diversi orologi.

Il primo orologio: l’età per la pensione

Il primo è quello anagrafico. Nel 2026 la pensione di vecchiaia ha come riferimento i 67 anni, in presenza di almeno 20 anni di contribuzione.

Il riscatto della laurea non abbassa direttamente questa età. Riscattare quattro anni, quindi, non significa fare automaticamente il calcolo 67 meno 4 e andare in pensione a 63 anni.

Il vero effetto del riscatto si manifesta sul secondo orologio.

Il secondo orologio: i contributi

La pensione anticipata ordinaria nel 2026 richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Gli anni universitari riscattati possono concorrere al raggiungimento di questa anzianità. Chi riscatta quattro anni può quindi ritrovarsi con quattro anni contributivi aggiuntivi, raggiungendo prima il requisito dell’anticipata.

Ed è proprio attraverso questo meccanismo (non il precedente) che il riscatto può consentire di lasciare la scuola prima dell’età prevista per la vecchiaia.

L’esempio di una docente donna

Prendiamo una docente che abbia iniziato a lavorare e versare contributi a 25 anni.

Utilizzando come riferimento i requisiti del 2026, senza riscatto raggiungerebbe i 41 anni e 10 mesi di contributi intorno ai 66 anni e 10 mesi.

Supponiamo invece che possa riscattare quattro anni di laurea. Per arrivare ai 41 anni e 10 mesi complessivi avrebbe bisogno di circa 37 anni e 10 mesi di lavoro effettivo, ai quali si aggiungerebbero i quattro anni universitari riscattati.

Avendo iniziato a 25 anni, raggiungerebbe quindi teoricamente il requisito intorno ai 62 anni e 10 mesi.

In questo specifico esempio potrebbe dunque accedere alla pensione anticipata oltre quattro anni prima dei 67 anni.

Non per tutti il risultato è lo stesso

Il risultato cambia completamente per chi ha iniziato a lavorare più tardi. Un docente o ATA entrato nel mondo del lavoro a 35 o 40 anni potrebbe non raggiungere, neppure aggiungendo quattro anni di laurea, l’anzianità richiesta per l’anticipata prima dell’età della pensione di vecchiaia.

La regola da ricordare è quindi questa: il riscatto della laurea accelera l’orologio dei contributi, non quello dell’età.

Prima di sostenere il costo del riscatto è fondamentale verificare l’estratto conto contributivo INPS e calcolare quando gli anni universitari aggiuntivi permetterebbero concretamente di raggiungere il requisito per la pensione.