Il Governo sta cambiando strada sul caro carburanti. Dopo mesi di interventi generalizzati sulle accise, l’orientamento che sta prendendo piede nella maggioranza è quello di concentrare gli aiuti soltanto su alcune categorie.
Una delle ipotesi più concrete è quella di un bonus carburanti erogato attraverso la busta paga. In pratica sarebbero i datori di lavoro a riconoscere ai dipendenti dei buoni benzina, utilizzando il sistema dei fringe benefit e portando il relativo costo tra quelli dell’impresa.
A confermare che questa strada viene presa seriamente in considerazione è Marco Osnato, responsabile Economia di Fratelli d’Italia. Se il caro carburanti dovesse continuare, secondo Osnato sarà necessario pensare a interventi selettivi e i buoni benzina aziendali rappresentano una delle possibilità.
Niente bonus sulla Carta Dedicata a Te?
Parallelamente sembra perdere terreno un’altra soluzione: caricare il nuovo bonus carburanti sulla Carta Dedicata a Te.
La Carta è già conosciuta da circa 1,2 milioni di famiglie ed è destinata ai nuclei che rispettano determinati requisiti economici. Per il 2026 è previsto un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE fino a 15.000 euro.
Contro l’utilizzo della Carta per affrontare il caro carburanti si è espresso Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, già sindaco di Pavia dal 2009 al 2014.
Cattaneo sostiene che l’ISEE non sarebbe lo strumento migliore per distribuire questi nuovi aiuti perché, secondo quanto da lui dichiarato, «per l’80% le risorse vanno a stranieri». Una posizione condivisa anche da esponenti della Lega.
Ma sotto i 15.000 euro ci sono tantissime famiglie italiane
È proprio questo ragionamento a lasciare molti dubbi. Pensare che un ISEE sotto 15.000 euro identifichi principalmente famiglie straniere significa offrire una rappresentazione molto parziale della situazione italiana.
Una fotografia che può forse derivare dall’esperienza di determinati Comuni del Nord (come nel caso di Cattaneo a Pavia), ma che difficilmente può essere trasferita automaticamente a tutto il Paese. Specialmente al Sud e – in generale – ai grandi centri urbani, come Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Bari, Catania.
Soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno sono moltissime le famiglie italiane con redditi bassi. Tra queste ci sono nuclei che ricevono l’Assegno di Inclusione, persone che non ricevono alcun sussidio perché non possiedono tutti i requisiti previsti e lavoratori o disoccupati che partecipano al Supporto per la Formazione e il Lavoro, che prevede un’indennità INPS di 500 euro mensili durante la partecipazione alle attività.
Per un esponente nazionale di un partito di Governo, dunque, sarebbe necessario guardare all’intera realtà italiana e non soltanto alle dinamiche di alcuni territori.
La scelta che sta maturando nella maggioranza è comunque sempre più chiara: meno aiuti generalizzati e più bonus legati al lavoro e alla busta paga.
Se questa impostazione sarà confermata, una parte delle famiglie con ISEE sotto 15.000 euro potrebbe restare fuori dal nuovo intervento contro il caro carburanti, proprio perché non dispone di una busta paga attraverso la quale ricevere i buoni benzina.
Questa versione secondo me rende molto più immediato il punto centrale: il Governo sta scegliendo tra Carta Dedicata a Te e busta paga, e al momento la seconda strada sembra guadagnare terreno.




