Bonus Carburante in Busta Paga. E Se il Datore di Lavoro Non lo Paga? Ecco l’Incentivo allo Studio

Benzina

Il bonus carburante potrebbe arrivare direttamente attraverso il datore di lavoro, sotto forma di fringe benefit. È una delle ipotesi sulle quali sta lavorando il Governo per sostituire gli sconti generalizzati sulle accise con interventi destinati soltanto ad alcune fasce di lavoratori. La misura dovrebbe scattare dal 6 settembre.

Ma c’è una domanda fondamentale: perché un’azienda dovrebbe mettere di tasca propria i soldi necessari per acquistare i buoni benzina da consegnare ai dipendenti?

La risposta arriva oggi, 28 agosto, da Repubblica⁠, che ricostruisce il confronto in corso all’interno dell’Esecutivo. Il problema è concreto perché, anche rendendo il costo del bonus interamente deducibile, per il datore di lavoro rimarrebbe comunque una spesa da sostenere

Bonus carburante, come convincere le aziende a pagarlo

È proprio questo uno dei nodi che i tecnici del Governo stanno cercando di sciogliere. Secondo Repubblica, sul tavolo ci sarebbero due possibili incentivi per i datori di lavoro: una maxi-deduzione oppure una compensazione attraverso un credito d’imposta

In sostanza, il Governo dovrebbe rendere economicamente conveniente per l’impresa riconoscere il buono al dipendente. Fonti dell’Esecutivo citate dal quotidiano spiegano infatti che sarà necessario introdurre un meccanismo capace di spingere concretamente i datori di lavoro ad aderire all’operazione.

Il funzionamento potrebbe quindi essere questo: l’azienda acquista il buono carburante, lo riconosce al lavoratore e successivamente recupera o compensa il costo attraverso il vantaggio fiscale stabilito dal Governo.

Senza questo passaggio il rischio sarebbe evidente: il bonus potrebbe esistere sulla carta, ma molte aziende potrebbero semplicemente decidere di non erogarlo.

L’importo potrebbe essere di almeno 200 euro

Resta poi da stabilire quanto varrà il nuovo bonus carburante. Una cifra ufficiale non esiste ancora e il prossimo vertice di maggioranza dovrà affrontare anche il tema della platea, con Lega e una parte di Fratelli d’Italia che spingono per arrivare fino a 50.000 euro di reddito o ISEE

Intanto cominciano a circolare le prime ipotesi sull’importo. Il riferimento naturale sembra essere quello dei 200 euro.

Non sarebbe una cifra casuale. Nel 2022 il Governo Draghi introdusse infatti la possibilità per i datori di lavoro privati di riconoscere buoni carburante fino a 200 euro per lavoratore, esclusi dal reddito imponibile. Lo conferma anche la documentazione INPS⁠ dell’epoca. 

Per questo appare difficile immaginare oggi un intervento sensibilmente inferiore: politicamente il Governo Meloni difficilmente vorrà presentare un bonus meno consistente di quello varato dal Governo Draghi. Al momento, però, i 200 euro restano un’ipotesi e non una cifra già decisa. Anche altre ricostruzioni di queste ore indicano proprio questa soglia come riferimento per il nuovo intervento.