Pensioni, il Nuovo Bonus Carburante Rischia di Saltare: Più Difficile Avere l’Aiuto

Il nuovo bonus benzina allo studio del Governo rischia di lasciare fuori una parte importante dei pensionati. Il problema non sarebbe necessariamente il reddito, ma il meccanismo scelto per distribuire l’aiuto: una delle ipotesi più concrete è infatti quella di utilizzare i datori di lavoro e la busta paga, un canale che evidentemente non può essere utilizzato da chi percepisce una pensione.

È quanto emerge dalle prime ricostruzioni sul piano che dovrebbe prendere forma dopo il 5 settembre, quando dovrebbe terminare l’attuale intervento generalizzato sul diesel. Come riferisce Il Messaggero in edicola il 27 agosto, il Governo vuole abbandonare progressivamente gli aiuti a pioggia per concentrarsi su interventi più selettivi.

Pensionati, perché il Bonus Benzina è a rischio

Per i lavoratori dipendenti si ragiona sul ritorno di un buono carburante sul modello utilizzato durante il Governo Draghi nel 2022. Potrebbe essere l’azienda a comprare i voucher e consegnarli ai propri dipendenti, con un trattamento fiscale favorevole.

Proprio questo sistema crea però un problema per i pensionati.

Il Messaggero lo evidenzia espressamente: sarebbe “più complicato” estendere la misura ai pensionati, che rischiano di non poter ricevere il buono qualora questa fosse la formula definitivamente scelta dal Governo.

Un pensionato, infatti, non ha un datore di lavoro che possa riconoscergli il fringe benefit. La pensione INPS non è una busta paga aziendale sulla quale replicare automaticamente lo stesso meccanismo previsto per un dipendente.

L’alternativa della Carta Dedicata a te

Una soluzione esisterebbe, anzi due. Secondo Il Messaggero, per aiutare gli over 67 sarebbe più semplice utilizzare la Carta Dedicata a te, destinata alle famiglie con determinati requisiti economici e con un ISEE entro la soglia prevista dalla misura.

Ma proprio questa strada, secondo la ricostruzione del quotidiano, susciterebbe perplessità all’interno del Governo. L’esecutivo vorrebbe evitare di trasformare il nuovo intervento contro il caro carburanti in un’altra misura assistenziale distribuita attraverso una social card. L’ipotesi sarebbe stata quindi accantonata, almeno per il momento.

Meloni & C. sarebbero anche dell’opinione di escludere il ritorno ad un Bonus erogato direttamente da INPS, come avvenne nel 2022, durante il Governo Draghi.

Non basterà avere un reddito basso

È questo il paradosso che potrebbe interessare molti pensionati: avere un reddito basso potrebbe non essere sufficiente per ottenere il bonus benzina.

Il Governo punta infatti a interventi selettivi, ma deve ancora decidere quale sarà la soglia reddituale e soprattutto attraverso quale strumento raggiungere le persone che non hanno una busta paga.

Non è quindi possibile affermare oggi che i pensionati siano definitivamente esclusi. Non esiste ancora una norma che lo stabilisca.

L’indicazione contenuta nelle anticipazioni è però significativa: se prevarrà definitivamente il bonus carburante aziendale, i pensionati resteranno senza il principale canale di erogazione. Servirà dunque una misura specifica, come la Carta Dedicata a te o un altro strumento, affinché anche una parte degli over 67 possa beneficiare dell’aiuto contro il caro benzina.